{"id":778,"date":"2022-07-30T12:12:49","date_gmt":"2022-07-30T10:12:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alter-italia.com\/?p=778"},"modified":"2022-07-30T12:12:49","modified_gmt":"2022-07-30T10:12:49","slug":"sognando-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2022\/07\/30\/sognando-lafrica\/","title":{"rendered":"Sognando l&#8217;Africa"},"content":{"rendered":"\n<p>di Anna Bono<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"977\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-A-CASA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-779\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-A-CASA.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-A-CASA-236x300.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>Kuki a casa.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per qualcuno, e forse per molti, Kuki Gallmann \u00e8 un personaggio di fantasia, la protagonista di un bel film del 2002, Sognando l\u2019Africa, interpretato dall\u2019attrice Kim Basinger. Ma Kuki invece esiste, \u00e8 una persona reale. \u00c8 italiana, nata a Treviso, e vive in Africa da 50 anni, da quando cio\u00e8 nel 1972, all\u2019et\u00e0 di 29 anni, si \u00e8 trasferita con il marito Paolo e con il figlio, il piccolo Emanuele nato da un precedente matrimonio, in una tenuta di 100.000 acri acquistata in Kenya: il Ranch Ol ari Nyiro, situato a nord della capitale Nairobi, sul bordo orientale della Rift Valley.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 li che Kuki abita anche adesso, insieme alla figlia Sveva. Paolo ed Emanuele invece non ci sono pi\u00f9. Paolo \u00e8 morto nel 1980. Era andato sulla costa a ritirare una culla di legno intagliato commissionata a un artigiano locale per Sveva che stava per nascere. \u00c8 deceduto in un incidente d\u2019auto sulla strada Mombasa-Nairobi. Tre anni dopo \u00e8 morto anche Emanuele, che aveva solo 17 anni, ucciso dal morso di un serpente velenoso. Nel loro ricordo Kuki ha istituito l\u2019organizzazione no profit Gallmann Memorial Foundation. &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"805\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-E-SVEVA-805x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-780\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-E-SVEVA-805x1024.jpg 805w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-E-SVEVA-236x300.jpg 236w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-E-SVEVA-768x977.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-E-SVEVA.jpg 980w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>Kuki e Sveva<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Kuki e Sveva hanno fatto di Ol ari Nyiro una riserva faunistica, la Mukutan Conservancy, dove vivono centinaia di elefanti, bufali, zebre, antilopi e gazzelle; e ancora, ghepardi, leopardi e leoni \u2013 i grandi predatori della savana \u2013 e innumerevoli variet\u00e0 di uccelli. La riserva \u00e8 aperta ai visitatori ai quali si offrono le emozioni dei game safari su jeep e a piedi. Per ospitarli \u00e8 stato costruito il Mukutan Retreat, un lodge realizzato fondendo stile coloniale, a sua volta sintesi di culture \u2013 inglese, indiana, araba, swahili\u2026 \u2013 e soluzioni architettoniche pensate per integrare gli edifici nella natura e limitarne l\u2019impatto ambientale. I cottage sono modellati nella roccia e arredati con mobili e oggetti da tutto il mondo in una sintesi squisita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta \u00e8 l\u2019Africa, e la pi\u00f9 selvaggia, indisturbata e imprevedibile \u2013 si legge nelle brochure che descrivono la riserva \u2013 ogni desiderio \u00e8 curato nei minimi dettagli, il Mukutan Retreat fa sentire i propri ospiti come se fossero su un mondo a parte, indimenticabile, un tempio della natura\u201d.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quello che non tutti i visitatori sanno quando lasciano la riserva, forse gi\u00e0 come Ernest Hemingway pervasi di nostalgia d\u2019Africa e desiderio di ritornare, \u00e8 che la Mukutan Conservancy, questo tempio della natura al quale Kuki e Sveva Gallmann hanno dedicato tutta la vita, per esistere ha bisogno di essere difesa da un esercito di ranger armati.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-1024x577.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-781\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-1536x866.jpg 1536w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-1200x677.jpg 1200w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In Kenya, come in gran parte dell\u2019Africa, la fauna selvatica, un patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 sotto costante, duplice minaccia: di essere decimata dai bracconieri, che riforniscono di zanne, corni di rinoceronte, pelli di pangolino gli insaziabili mercati asiatici, e di essere privata dell\u2019habitat dai pastori transumanti, che invadono parchi e riserve con le loro mandrie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre gli africani integrano con la caccia le loro tradizionali economie di sussistenza. Ma a uccidere gli animali selvatici a milioni adesso sono i bracconieri che agiscono in bande, dotati di fuoristrada, armi sofisticate, sistemi satellitari per individuare gli animali, persino di fucili con silenziatori e costosissimi visori notturni infrarosso di terza generazione, e sono collegati alle reti internazionali del contrabbando di prodotti della fauna selvatica, un commercio illegale che pu\u00f2 fruttare anche 23 miliardi di dollari in un anno. Al chilogrammo i corni di rinoceronte valgono pi\u00f9 di 90.000 dollari, le zanne di elefante da 1.000 a 1.500 dollari. L\u2019incuria, la connivenza e, troppo spesso, la complicit\u00e0 di funzionari, politici, militari consentono ai bracconieri di agire su vasta scala. Attratti dai profitti elevati, anche alcuni dei gruppi jihadisti che infestano il continente sono entrati nel traffico. Gli al Shabaab somali affiliati ad al Qaeda, ad esempio, ricavano dal contrabbando dell\u2019avorio, frutto del bracconaggio in Kenya, fino al 40 per cento dei fondi con cui si finanziano. L\u2019agenzia di informazione Maisha consulting per questo ha coniato uno slogan: \u201cil jihad africano: prima massacra animali innocenti e poi fa strage di persone innocenti\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I pastori e il loro bestiame rappresentano l\u2019altra minaccia: non solo alla fauna selvatica, ma anche ad alcuni degli ecosistemi africani pi\u00f9 fragili e alla biodiversit\u00e0, oltre che alla sicurezza delle comunit\u00e0 contadine con cui entrano in competizione per il controllo di terre fertili e punti d\u2019acqua. Quello tra trib\u00f9 di pastori e di agricoltori \u00e8 uno conflitto plurisecolare, dalle sorti alterne. In passato spesso \u00e8 stato vinto dagli agricoltori, pi\u00f9 forti per numero e risorse. Poi qualcosa \u00e8 cambiato. In tutta la fascia sub-sahariana i pastori, che appartengano alla grande famiglia etnica dei Fulani-Peul dell\u2019Africa occidentale e centrale o alle trib\u00f9 nilotiche \u2013 Samburu, Maasai, Pokot\u2026 \u2013 che popolano le savane dell\u2019Africa orientale, hanno sostituito lancia, arco e frecce con gli AK47 e con altre armi moderne. Per i pastori africani il bestiame \u00e8 anche un fondamentale simbolo di status. Per questo cercano di moltiplicare il numero di capi in loro possesso, anche oltre il limite della sostenibilit\u00e0 ambientale. Le armi servono a rubare capi di bestiame, attaccare e incendiare villaggi di contadini costringendo gli abitanti a trasferirsi altrove e assicurarsi nuovi e pi\u00f9 vasti territori in cui far pascolare le mandrie. In Kenya difficilmente riescono a sconfinare nelle regioni ben coltivate dalle etnie dominanti Kikuyu e Kamba e allora entrano con le mandrie nelle riserve faunistiche. Pur sapendo il danno che infliggono al paese, in cui il turismo \u00e8 una delle principali voci di bilancio, dei leader politici li istigano a farlo, gridando all\u2019ingiustizia, per ottenere consenso politico e voti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"265\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-LODGE-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-782\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-LODGE-1.jpg 400w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-LODGE-1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 85vw, 400px\" \/><figcaption>Kuki Lodge<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per i bracconieri la Mukutan Conservancy \u00e8 una ricca concentrazione di animali selvatici a cui attingere, se solo non fosse cos\u00ec ben custodita da ranger armati. Per i pastori \u00e8 una quantit\u00e0 di acqua e pascoli a portata di mano, ma inaccessibili, di cui non vedono l\u2019ora di appropriarsi. Gli uni e gli altri vogliono liberarsi di Kuki Gallmann e della Mukutan Conservancy, disposti a tutto, anche a uccidere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno provato pi\u00f9 volte a minacciare Kuki per indurla ad andarsene. Nel 2017 ci sono quasi riusciti. La mattina del 23 aprile 2017 Kuki \u00e8 stata vittima di un agguato. Giorni prima, decine di uomini armati avevano attaccato la sua propriet\u00e0 ed erano riusciti a incendiare uno dei cottage del lodge. Solo per miracolo i proiettili non avevano colpito la figlia Sveva accorsa sentendo grida e spari. Quella mattina, accompagnata dal personale del Kenya Wildlife Service e da alcuni suoi ranger, Kuki era andata a fare un sopralluogo dei danni subiti. Prudentemente, come di consueto, stavano tornando indietro per una pista diversa da quella percorsa all\u2019andata. Ma a un certo punto hanno trovato la strada sbarrata da un albero caduto e sono stati costretti a fermarsi. Allora tre uomini sono sbucati dalla boscaglia e hanno aperto il fuoco. Kuki \u00e8 stata ripetutamente colpita all\u2019addome. Trasportata d\u2019urgenza all\u2019Aga Khan Hospital di Nairobi, \u00e8 stata sottoposta a un lungo e delicato intervento chirurgico. Per settimane si \u00e8 temuto per la sua vita. Sono trascorsi mesi prima che potesse tornare a casa. L\u2019attentato \u2013 non si \u00e8 saputo se gli autori fossero bracconieri o pastori \u2013 l\u2019ha spaventata, ma l\u2019ha resa ancora pi\u00f9 determinata a proteggere la sua riserva naturale.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"515\" height=\"322\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/KUKI-LODGE.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-783\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quattro anni dopo, il 13 maggio 2021, Kuki era alla guida della sua auto quando di nuovo \u00e8 stata raggiunta da colpi di arma da fuoco sparati da un gruppo di pastori entrati di nascosto nella riserva. Ferita a una gamba, sotto il ginocchio, \u00e8 stata ricoverata in un ospedale della capitale e sottoposta a un intervento chirurgico. Per delle serie complicazioni sopravvenute, ha potuto lasciare l\u2019ospedale solo dopo tre mesi e ancora una volta \u00e8 tornata a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHa la grazia di una aristocratica italiana e la volont\u00e0 inarrestabile di un branco di elefanti \u2013 ha scritto di lei la produttrice cinematografica Allyn Stewart \u2013 combatte per gli animali come fossero suoi figli, tratta e media con le trib\u00f9 in conflitto come se fossero la sua famiglia e si prende cura della terra come se fosse lei stessa Madre natura. Lei e sua figlia Sveva hanno fatto della conservazione della natura e della fauna selvatica la loro missione\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI veri monumenti \u2013 dice Kuki \u2013 non sono pi\u00f9 Firenze e Venezia. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 fabbricato dall\u2019uomo pu\u00f2 essere in qualche misura rifatto. L\u2019elefante, il rinoceronte, le foreste, le sorgenti naturali\u2026 una volta persi, sono persi per sempre\u201d. &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"967\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/mappa-di-africa-kenya-evidenziato-1024x967.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-784\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/mappa-di-africa-kenya-evidenziato-1024x967.jpg 1024w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/mappa-di-africa-kenya-evidenziato-300x283.jpg 300w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/mappa-di-africa-kenya-evidenziato-768x725.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/mappa-di-africa-kenya-evidenziato.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption>Kenia evidenziata sulla mapa dell&#8217;Africa.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Bono Per qualcuno, e forse per molti, Kuki Gallmann \u00e8 un personaggio di fantasia, la protagonista di un bel film del 2002, Sognando l\u2019Africa, interpretato dall\u2019attrice Kim Basinger. 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