{"id":665,"date":"2022-04-28T10:37:00","date_gmt":"2022-04-28T08:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alter-italia.com\/?p=665"},"modified":"2022-04-28T10:37:00","modified_gmt":"2022-04-28T08:37:00","slug":"riflessioni-oziose-sul-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2022\/04\/28\/riflessioni-oziose-sul-vino\/","title":{"rendered":"Riflessioni oziose sul vino"},"content":{"rendered":"\n<p>Il vino \u00e8 cultura, storia, tradizione, identit\u00e0, ma l&#8217;insensibilit\u00e0 di\u00a0 molti parlamentari europei ha rischiato di disperdere tutto questo; per fortuna il pericolo \u00e8 stato sventato.<\/p>\n\n\n\n<p>Riassumiamo citando la stampa di settore; parliamo di fatti successi in piena pandemia e prima dell&#8217;inizio della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri interessi hanno attirato il pubblico, ma qui ne vogliamo parlare. Difendere il vino \u00e8 anche un modo di difendere i valori di una Europa autentica.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;\u00c8 stato respinto il tentativo di demonizzare il consumo di vino e birra attraverso allarmi salutistici in etichetta gi\u00e0&nbsp;adottati per le sigarette, l&#8217;aumento della tassazione e l&#8217;esclusione dalle politiche promozionali dell&#8217;Unione Europea, nell&#8217;ambito del <em>Cancer Plan<\/em> proposto dalla Commissione Europea&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"327\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Cancer-Plan.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-666\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Cancer-Plan.jpg 726w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Cancer-Plan-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;C&#8217;\u00e8&nbsp;differenza tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche e non \u00e8&nbsp;il consumo in s\u00e9&nbsp;a costituire fattore di rischio per il cancro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa una delle modifiche alla relazione sul <em>Piano di azione anti-cancro<\/em> approvate marted\u00ec 15 febbraio 2022 dall&#8217;Europarlamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal testo \u00e8&nbsp;stato cancellato anche il riferimento ad avvertenze sanitarie in etichetta, e introdotto l&#8217;invito a migliorare l&#8217;etichettatura delle bevande alcoliche con l&#8217;inclusione di informazioni su un consumo moderato e responsabile di alcol.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Il Parlamento Europeo salva quasi diecimila anni di storia del vino le cui prime tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso mentre in Italia si hanno riscontri in Sicilia gi\u00e0&nbsp;a partire dal 4100 a.C&#8221;, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ringraziare per il lavoro di squadra i parlamentari italiani per la difesa di un settore che vale 12 miliardi di fatturato (dei quali 7,1 miliardi di export) e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone secondo l&#8217;analisi della Coldiretti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esistenza della straordinaria scoperta archeologica del vino in Sicilia in tempi cos\u00ec remoti merita qualche approfondimento. \u00c8 stato prodotto sotto il sole della Sicilia, quasi 6.000 anni fa, il vino pi\u00f9 antico d\u2019Italia e di tutto il Mediterraneo occidentale<strong>:<\/strong>&nbsp;i residui sono stati individuati in una giara dell\u2019Et\u00e0 del Rame rinvenuta in una grotta del Monte Kronio, a Sciacca, in provincia di Agrigento. A condurre le analisi \u00e8 stato un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall\u2019archeologo Davide Tanasi dell\u2019Universit\u00e0 della Florida Meridionale (gi\u00e0 coordinatore dei&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/comunicalo.it\/2017\/08\/18\/archeologia-tecnologia-3d-riporta-alla-luce-antico-villaggio-realmonte\/\" target=\"_blank\">recenti scavi a Villa Romana<\/a>), a cui hanno preso parte anche il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l\u2019Universit\u00e0 di Catania e gli esperti della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento. La scoperta, pubblicata su <em>Microchemical Journal<\/em> e rilanciata dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archeologi.org\">ANA<\/a> (Associazione Nazionale Archeologi), dimostra che la viticoltura e&nbsp;la produzione di vino in Italia sono pi\u00f9 antiche del previsto: non sarebbero cominciate nell\u2019Et\u00e0 del Bronzo, come ipotizzato finora, bens\u00ec quasi 3.000 anni prima. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"638\" height=\"425\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/vino-montekronio-sciacca.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-667\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/vino-montekronio-sciacca.jpg 638w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/vino-montekronio-sciacca-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>Il ritrovamento in Sicilia di giare contenenti i resti del vino pi\u00f9 antico d\u2019Italia. Foto \u00a9 Comunicalo.it<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cRicerche precedenti avevano rinvenuto in Sardegna dei semi di Malvasia datati tra il 1.300 e il 1.100&nbsp;a.C., ma questi reperti attestano solo la pratica della viticoltura. La nostra ricerca, invece \u2013 spiega Tanasi \u2013 identifica i residui della fermentazione, che implicano non solo la viticoltura, ma anche la produzione vera e propria del vino\u201d. Le tracce di acido tartarico e dei suoi sali ritrovate nella giara non permettono di sapere se quell\u2019antichissimo vino era rosso o bianco. Anche l\u2019identikit dei suoi produttori non \u00e8 ancora ben definito: \u201cSappiamo che questi territori erano abitati da comunit\u00e0 di agricoltori e allevatori, in cui iniziava a prendere piede la produzione tessile \u2013 precisa l\u2019archeologo \u2013 mentre non abbiamo grandi evidenze di metallurgia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"425\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/giara1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-668\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/giara1.jpg 640w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/giara1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Certo, avere una tradizione cos\u00ec antica legata al vino fa dell&#8217;Italia una terra di elezione er questo nettare degli Dei. Abbiamo forse pi\u00f9 &#8220;diritti&#8221; degli altri di parlare del vino e di scrivere libri. Infatti la produzione letteraria vinicola italiana \u00e8 di tutto rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019importanza della letteratura enologica, agronomica e viticola in terra italica, a partire dal secolo XIV e soprattutto in quelli successivi, \u00e8 davvero rilevante. Naturalmente non \u00e8 pensabile parlare dei libri che si occupano di vino senza fare riferimento ad alcuni elementi tra loro strettamente collegati: lo sviluppo delle tecniche agrarie, del pensiero e delle competenze scientifiche (e del nuovo veicolo comunicativo rappresentato dai caratteri a stampa grazie all\u2019adattamento di un torchio da vino), da cui il maggior potere entro le corti, non senza conflitti col potere temporale papale e laico, degli scienziati; i cambiamenti nell\u2019organizzazione sociale e l\u2019emergere di nuovi ceti produttivi; il potere medico (diversi dei trattatisti di enologia sono ancora medici secondo l\u2019antica tradizione e ci\u00f2 a significare non solo l\u2019uso del vino nella farmacopea, come gi\u00e0 evidenziato nel capitolo precedente, ma anche lo stretto connubio tra piacere e cura di cui l\u2019arte medica e il potere derivante sono ancora pienamente titolari); la concezione del bello e del buono, soggetta a nuovi canoni interpretativi, che si fa strada tra le arti e nella gastronomica.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre cominciare la narrazione dal&nbsp;<em>Ruralium commodorum libri XII<\/em>&nbsp;di&nbsp;Pier de\u2019 Crescenzi, scritto nel 1305 circa, che viene dedicato a Carlo II d\u2019Angi\u00f2, re di Sicilia (detto lo Zoppo, 1254-1309): diffuso come manoscritto in 109 copie, ha la prima edizione a stampa soltanto nel 1471. Poi alcune altre edizioni ravvicinate a fine Quattrocento:&nbsp;<em>In commodum ruralium cum figuris libri duodecim<\/em>, Speier, Peter Drach, c. 1490-1495;&nbsp;<em>De Agricultura<\/em>, Venezia, Matheo Capcasal, 1495. E di altre ancora nel Cinquecento: P. Crescenzi,&nbsp;<em>De\u2019 Opera di agricoltura. Ne la qual si contiene a che modi si debbe coltiuar la terra, seminare inserire li alberi, gouernar gli giardini e gli horti, la proprieta de tutti i frutti<\/em>*, in Venegia, per Bernardino de Viano de Lexona vercellese, 1536; Id.,&nbsp;<em>Opera d\u2019agricoltura<\/em>, in Venegia, per Bernardino de Viano de Lexona, 1528; Id.,&nbsp;<em>Opera d\u2019agricoltura<\/em>, in Venegia, per Bernardino de Viano, 1538; Id.,&nbsp;<em>De omnibus agriculturae partibus, &amp; Plantarum animaliumq; natura &amp; utilitate lib. XII<\/em>*\u2026, Basileae, per Henrichum Petri, 1548.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"656\" height=\"366\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/010fig022-Pier-de-Crescenzi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-669\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/010fig022-Pier-de-Crescenzi.jpg 656w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/010fig022-Pier-de-Crescenzi-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>L&#8217;incipit del libro di Piero de&#8217; Crescenzi.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le diverse ristampe di un testo divenuto classico indicano l\u2019interesse crescente verso la formazione agronomica e la possibilit\u00e0 della sua diffusione oltre un mero ambito specialistico o di rappresentanza politica. Ed \u00e8 proprio attraverso de\u2019 Crescenzi che vengono ristampate le opere latine di riferimento dell\u2019autore: Catone, Varrone, Columella* e Plinio il Vecchio*.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/libri-antichi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-670\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/libri-antichi.jpg 750w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/libri-antichi-300x160.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>I libri citati sono reperibili alla Libreria Antiquaria Emporium.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Con un piccolo balzo in avanti non si pu\u00f2 non menzionare lo scritto di&nbsp;Agostino Gallo, il pi\u00f9 importante agronomo del tempo il quale pubblica, nel 1564, a Brescia, le&nbsp;<em>Dieci giornate dell\u2019agricoltura e de\u2019 piaceri della villa<\/em>*: \u00aba questa seguirono tre edizioni veneziane tra il 1565 e il 1566. Nel 1566 dall\u2019officina del veneziano Nicol\u00f2 Bevilacqua usc\u00ec una versione notevolmente ampliata, dal titolo&nbsp;<em>Le tredici giornate<\/em>; nel 1569 usc\u00ec dapprima, sempre a Venezia ma questa volta dalla tipografia di Grazioso Percaccino, un\u2019appendice autonoma intitolata&nbsp;<em>Le sette giornate dell\u2019agricoltura<\/em>, destinata a confluire, in quel medesimo anno, nell\u2019unico volume de&nbsp;<em>Le vinti giornate dell\u2019agricoltura<\/em>*. Questa fu l\u2019edizione definitiva e serv\u00ec da base per tutte quelle successive, che finirono per dare vita ad una vicenda editoriale di assoluto rilievo nel panorama italiano di quell\u2019epoca: dodici edizioni nel corso del XVI secolo (nove a Venezia, due a Torino ed una a Brescia); sei del XVII secolo (tutte a Venezia); quattro del XVIII secolo (a Bergamo, Brescia, Cortona e Roma). L\u2019opera ebbe grande successo oltre che a Brescia e Venezia, anche sul territorio milanese e quello veneto: si ha infatti notizia di contratti di vendita sottoscritti dal figlio di Agostino, Mario Gallo, con librai di Milano, Pavia, Bergamo, Bologna, Piacenza, Verona e Vicenza\u00bb. Nelle&nbsp;<em>Giornate dell\u2019agricoltura<\/em>&nbsp;si trovano citazioni e riferimenti a tutti gli autori \u201ccanonici\u201d della classicit\u00e0 greco-latina, assieme a quelli della tradizione medievale e della prima et\u00e0 moderna (Pier de\u2019 Crescenzi su tutti, ma anche Arnaldo da Villanova, Dante, Petrarca e Boccaccio). In secondo luogo, l\u2019opera del Gallo \u00e8 l\u2019unica ad essere tradotta, ancora nel Cinquecento, in una lingua diversa da quella d\u2019origine (francese) e ad essere divulgata nella stessa Francia attraverso pi\u00f9 edizioni consecutive.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"527\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/799266511.0.l.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-671\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/799266511.0.l.jpg 400w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/799266511.0.l-228x300.jpg 228w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 85vw, 400px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 modestamente, e con tutte le differenze del caso, anche chi scrive si cimenta nella stesura di un libro sul vino. \u00c8 un&#8217;opera accessibile a tutti, scritta per dare le basi anche a chi ha poche conoscenze sul vino, per potere scegliere, analizzare ma soprattutto abbinare correttamente i vini ed i cibi. Per la gioia (lo spero) dei miei cari lettori del blog pubblicher\u00f2 nel tempo piccoli pezzi del libro, che ritengo interessanti e stimolanti, soprattutto sul versante storico e culturale. Il lavoro \u00e8 intitolato \u201cVino, parliamone\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>E per farvi sorridere, ecco una citazione celebre:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMonsieur, quand on a l\u2019honneur de se faire servir un tel vin, on prend son verre avec respect, on l\u2019observe, on le hume longuement, puis l\u2019ayant repos\u00e9\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Et apr\u00e8s, <\/em>interrompt l\u2019impatient<em>, on le boit?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non, Monsieur, pas encore! Apr\u00e8s on repose le verre de vin sur la table, l\u2019on en parle<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>(Charles Maurice de Talleyrand, proprietario di Ch\u00e2teau Haut-Brion). Talleyrand fu quel noto personaggio politico francese, protagonista del Congresso di Vienna del 1815. Ch\u00e2teau Haut-Brion \u00e8 un grande nome che fa parte dell\u2019aristocrazia del vino di Bordeaux,<em> cru class\u00e9<\/em> dal 1855, denominazione Pessac-L\u00e9ognan, nella regione del Graves.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/og-image-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-672\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/og-image-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/og-image-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/og-image-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/og-image.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption>Ch\u00e2teau Haut-Brion.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Traduciamo, liberamente:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c &#8211; Signore, quando si ha l\u2019onore di farsi servire un vino cos\u00ec, si prende il bicchiere con rispetto, lo si guarda, lo si annusa a lungo, poi dopo averlo riposto\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E dopo &#8211; interrompe l\u2019impaziente &#8211; lo si beve?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, signor mio, non ancora. Dopo avere riposto il bicchiere sul tavolo, se ne parla&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne parla e poi si beve, o meglio, lo si degusta e poi se ne parla ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra citazione degna di nota, visto la fama del personaggio (Edoardo VII, sovrano inglese dal 1902 al 1910, figlio della Regina Vittoria: era nato nel 1841) \u00e8 la seguente: &#8220;Il vino non si beve soltanto, lo si annusa, lo si osserva, si sorseggia e\u2026..se ne parla&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"964\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Taccuino_Sanitatis_Casanatense_4182.-1-964x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-674\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Taccuino_Sanitatis_Casanatense_4182.-1-964x1024.jpg 964w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Taccuino_Sanitatis_Casanatense_4182.-1-282x300.jpg 282w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Taccuino_Sanitatis_Casanatense_4182.-1-768x816.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Taccuino_Sanitatis_Casanatense_4182.-1.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption>Scene di vendemmia, dal Libro &#8220;Tacuinum Sanitatis&#8221;, 1450.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Fra i tanti libri sul vino, uno spazio importante viene dato alla degustazione e si spiega diffusamente come iniziarsi all\u2019arte dell\u2019assaggio, un modo per avvicinarsi alla conoscenza della materia. Il vino prima lo si guarda e si osservano con attenzione le varie declinazioni del colore, poi lo si annusa (i francesi dicono \u201con hume\u201d), mettendo in azione l\u2019odorato per riconoscere i profumi. I sensi &#8211; vista, odorato, gusto &#8211; sono cos\u00ec soddisfatti e si procede ad una ricognizione materiale del vino. Manca l\u2019udito, ma a questo si rimedia facendo tintinnare i bicchieri.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A volte si aggiunge una parola &#8211; &#8220;Salute&#8221; &#8211; come augurio; esortazione al benessere per ricordarci che anticamente il vino \u00e8 stato anche considerato una medicina. Nel famoso e pluri-stampato <em>opus<\/em> &#8220;La Schola Salernitana&#8221; troviamo una regola per mantenere la buona salute che ci trova totalmente d&#8217;accordo: &#8220;Se non vuoi avere problemi, comincia ogni pranzo con un bel bicchiere di vino\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vino tuttavia non coinvolge solo i sensi, ma anche il cervello e il cuore. Fran\u00e7ois Rabelais scrisse: &#8220;Le vin est ce qu\u2019il y a de plus civilis\u00e9 au monde\u201d. C\u2019\u00e8 tanta cultura nel vino, che \u00e8 un segno della nostra identit\u00e0; coinvolge la religione, la storia e la geografia, la letteratura e la poesia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La nebbia agli irti colli&nbsp;\/ Piovigginando sale \/ E sotto il maestrale \/ Urla e biancheggia il mar;&nbsp; \/ Ma per le vie del borgo&nbsp; \/ Dal ribollir de\u2019 i tini&nbsp; \/ Va l\u2019aspro odor dei vini&nbsp; \/ L\u2019anima a rallegrar.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(Giosu\u00e8 Carducci: <em>Rime nuove<\/em>, San Martino 1861\/1887).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>I  titoli contrassegnati con un asterisco sono tutti di opere reperibili alla <a href=\"https:\/\/emporium-art.com\">Libreria Antiquaria Emporium.<\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vino \u00e8 cultura, storia, tradizione, identit\u00e0, ma l&#8217;insensibilit\u00e0 di\u00a0 molti parlamentari europei ha rischiato di disperdere tutto questo; per fortuna il pericolo \u00e8 stato sventato. Riassumiamo citando la stampa di settore; parliamo di fatti successi in piena pandemia e prima dell&#8217;inizio della guerra. Altri interessi hanno attirato il pubblico, ma qui ne vogliamo parlare. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2022\/04\/28\/riflessioni-oziose-sul-vino\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Riflessioni oziose sul vino&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[93,94,91,92,16],"class_list":["post-665","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-classe","tag-degustazione","tag-marabini","tag-sicilia","tag-vendemmia","tag-vino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=665"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":675,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665\/revisions\/675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}