{"id":654,"date":"2022-04-28T07:49:41","date_gmt":"2022-04-28T05:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alter-italia.com\/?p=654"},"modified":"2022-04-28T07:49:41","modified_gmt":"2022-04-28T05:49:41","slug":"italiani-dimenticati-a-odessa-e-in-crimea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2022\/04\/28\/italiani-dimenticati-a-odessa-e-in-crimea\/","title":{"rendered":"Italiani dimenticati (a Odessa e in Crimea)"},"content":{"rendered":"\n<p>Non parliamo di quelli oggi, ma di comunit\u00e0 storiche italiane stabilite in quello che era l\u2019impero zarista.<br>Fin dai tempi delle repubbliche marinare, Genovesi e Veneziani si erano stabiliti da quelle parti, ma la loro storia \u00e8 stata dimenticata. Le minoranze italiane furono dissolte e perseguitate ai tempi dell\u2019URSS e dopo la seconda guerra mondiale.<br>Abbiamo ripescato nella nostra biblioteca un volume del 2000, edizione Giuffr\u00e8 di Giulio Vignoli. Il titolo del Libro \u00e8 \u201cItaliani dimenticati, le minoranze italiane in Europa\u201d. Una ristampa \u00e8 prevista, ma non \u00e8 sicuro. Proprio in questo libro sono segnalate le vicissitudini di questa minoranze e la loro storia finita tragicamente.<br>Le ricordiamo anche noi.<\/p>\n\n\n\n<p><br>ODESSA<br>Un nobile napoletano di origine spagnolo Giuseppe De Ribas (1749-1800),\u00a0fond\u00f2, verso la fine del Settecento, la citt\u00e0 di Odessa, in Ucraina, organizzandone il porto, la flotta e il commercio, rendendola una citt\u00e0 importante per il Mar Nero e il Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"520\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Lampi_Portrait_of_DeRibas_Hermitage_1796.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-657\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Lampi_Portrait_of_DeRibas_Hermitage_1796.jpg 520w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Lampi_Portrait_of_DeRibas_Hermitage_1796-235x300.jpg 235w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 85vw, 520px\" \/><figcaption>Ritratto di Giuseppe de Ribas. Collezione del Museo dell&#8217;Ermitage, S. Pietroburgo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figlio dell\u2019irlandese Margaret Plunkett e di Miguel de Ribas y Buyens, un esponente della piccola nobilt\u00e0 spagnola arrivato a Napoli al seguito di Carlo di Borbone, era nato all\u2019ombra del Vesuvio nel 1749, dove, all\u2019et\u00e0 di 16 anni, era entrato nella Guardia napoletana con il grado di tenente. Nel 1769, a Livorno, incontr\u00f2 colui che ne avrebbe cambiato la vita: il comandante in capo della flotta russa conte Aleksei Orlov, fratello di uno dei tanti amanti di Caterina II, Grigorij Grigorevic Orlov.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"232\" height=\"336\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Caterina_II_di_Russia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-656\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Caterina_II_di_Russia.jpg 232w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Caterina_II_di_Russia-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 85vw, 232px\" \/><figcaption>Caterina la Grande, imperatrice della Russia (1729-1795).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> Arrivato nel Mediterraneo con la flotta del Baltico per ingaggiare battaglia con le marina ottomana in occasione della prima guerra russo-turca, Orlov rimase affascinato dal giovane ufficiale napoletano capace di esprimersi correttamente in sei lingue diverse. Decise quindi d\u2019ingaggiarlo come interprete, proponendogli di trasferirsi a San Pietroburgo. L\u2019avventuroso de Ribas non ci pens\u00f2 un attimo e pochi mesi dopo, nel luglio del 1770, sotto le insegne della nuova bandiera, prese parte alla vittoriosa battaglia di Chesme contro la flotta turca, la prima combattuta da navi russe nel Mediterraneo. Arrivato a San Pietroburgo, assunse il nome di Osip Michajlovic Deribas ed entr\u00f2 nella scuola militare del \u2018Primo corpo dei cadetti\u2019. Nella capitale, dove pi\u00f9 tardi sar\u00e0 raggiunto dai fratelli \u2013<strong>\u00a0<\/strong>Emanuele, Andrea e Felice \u2013 costruir\u00e0 un\u2019importante rete di relazioni, complice anche il matrimonio con la ciambellana di Caterina II, Anastasija Ivanovna Sokolova. Alle nozze, celebrate nel 1776 nella chiesa del palazzo imperiale di Ts\u00e1rskoyeSel\u00f3, alla periferia di San Pietroburgo, parteciper\u00e0 anche la zarina che, pochi anni dopo, diventer\u00e0 madrina delle due figlie della coppia. Promosso colonnello, nel 1783 entr\u00f2 al servizio del nuovo favorito dell\u2019imperatrice, Grigorij Aleksandrovic Pot\u00ebmkin, che seguir\u00e0 nei territori dell\u2019Ucraina meridionale, da questi amministrati dopo le conquiste ottenute ai danni del sultano. Sulle sponde del mar Nero, de Ribas entrer\u00e0 definitivamente nella storia, partecipando alle pi\u00f9 importanti battaglie della Seconda guerra russo-turca (1787-1792). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"478\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Grigorij-Aleksandrovic-Potemkin.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-658\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Grigorij-Aleksandrovic-Potemkin.jpg 850w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Grigorij-Aleksandrovic-Potemkin-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Grigorij-Aleksandrovic-Potemkin-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption>Grigorij Aleksandrovic Pot\u00ebmkin. Collezione dell&#8217;Ermitage \u00a9.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo aver preso parte allo scontro navale dell\u2019estuario del Dnepr, all\u2019assedio della fortezza di Ochakov, de Ribas conquister\u00e0 l\u2019isola di Berez\u00e1n e il villaggio di Khadjibei (abitato dai tatari) con la fortezza di Yeni Dunyia, dove nel 1794 fonder\u00e0, appunto, Odessa. Non solo, il suo intervento si riveler\u00e0 decisivo per espugnare l\u2019agguerrita piazzaforte d\u2019Izmail posta alla foce del Danubio. Sar\u00e0 lui, infatti, a elaborare insieme al generale Suvorov, il piano d\u2019attacco che, in poco pi\u00f9 di dodici ore, far\u00e0 cadere una delle citt\u00e0 pi\u00f9 fortificate d\u2019Europa.<br><br>De Ribas ribattezz\u00f2 il villaggio di Khadjibei \u201cOdesso\u201d, in omaggio alla\u00a0vecchia colonia greca\u00a0che si estendeva sulla costa. Luogo di incontro tra la civilt\u00e0 orientale e quella occidentale, multiculturale per la sua stessa natura geografica, situata alla foce di grandi fiumi, tra cui il Danubio,\u00a0divenne presto il cuore pulsante dell\u2019impero meridionale\u00a0della zarina Caterina, la quale ribattezz\u00f2 il villaggio al femminile, Odessa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"749\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2.-Odessa-Castelnau-1827-1024x749.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-659\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2.-Odessa-Castelnau-1827-1024x749.jpg 1024w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2.-Odessa-Castelnau-1827-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2.-Odessa-Castelnau-1827-768x562.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2.-Odessa-Castelnau-1827.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption>Veduta di Odessa alla finedel Settecento, in un&#8217;antica stampa.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Ben presto ad Odessa si costitu\u00ec una colonia italiana, che nel 1850 contava circa tremila abitanti, quasi tutti di origine meridionale. Rilevante fu il contributo che questa comunit\u00e0 diede alla fondazione, allo sviluppo e all\u2019economia dell\u2019impero russo.<br>\u00a0L\u2019italiano rimase a lungo lingua ufficiale dell\u2019attivit\u00e0 economica della citt\u00e0. Cartelli stradali, passaporti, liste dei prezzi erano scritti in italiano, e la comunit\u00e0 italiana diede un grande contributo alla cultura della citt\u00e0 alle porte del Mar Nero, soprattutto nell\u2019ambito dell\u2019architettura. Il napoletano\u00a0Francesco Frapolli\u00a0fu nominato architetto ufficiale della citt\u00e0 nel 1804 e fu lui a progettare la monumentale Opera di Odessa e la famosa Chiesa della Trinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"256\" height=\"180\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/256px-Front_view_of_Odessa_opera_theater.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-660\"\/><figcaption>Teatro Nazionale di Odessa, progettato dall&#8217;architetto italiano Francesco Frapolli nel 1810.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>La famosa canzone\u00a0&#8220;O\u2019 sole mio&#8221;\u00a0fu scritta e composta ad Odessa da\u00a0Giovanni Capurro e Eduardo Di Capua\u00a0che in quel tempo si trovava nella citt\u00e0 russa.(Non ucraina, notiamo che a quel tempo Odessa era considerata russa e la lingua ucraina era considerata un dialetto, di nessun uso ufficiale).<br>La musica si ispir\u00f2 ad una bellissima alba sul Mar Nero e dedicata alla nobildonna Anna Maria Vignati Mazza. Il brano non ebbe immediato successo a Napoli, salvo poi diventare famosa sulle sponde del Mar Nero e da l\u00ec divenire canzone patrimonio della musica mondiale.<br>Inoltre, grandi attori teatrali e musicisti contribuirono alla formazione dell\u2019Opera di Odessa, facendo della citt\u00e0 la pi\u00f9 europea e mediterranea dell\u2019impero russo.<br>Nel passare del tempo, tuttavia,\u00a0il peso della colonia italiana diminu\u00ec progressivamente;\u00a0nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento la comunit\u00e0 italiana contava solo 286 unit\u00e0, ma l\u2019impronta italiana nella citt\u00e0 \u00e8 evidente tutt\u2019oggi.<br>L&#8217;italiano Francesco Boffo (1790-1867) fu l&#8217; architetto del comune di Odessa per oltre 40 anni, trasformando la citt\u00e0 in un vero museo a cielo aperto dell&#8217;architettura neoclassica e neo rinascimentale italiana, rivaleggiando con San Pietroburgo. L&#8217; opera pi\u00f9 famosa \u00e8 la scalinata Pot\u00ebmkin (immortalata nel film &#8220;La corazzata Pot\u00ebmkin&#8221;), oltre a circa 30 palazzi ed edifici pubblici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"646\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/\u041f\u043e\u0442\u044c\u043e\u043c\u043a\u0456\u043d\u0441\u044c\u043a\u0456_\u0441\u0445\u043e\u0434\u0438_11-1024x646.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-661\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/\u041f\u043e\u0442\u044c\u043e\u043c\u043a\u0456\u043d\u0441\u044c\u043a\u0456_\u0441\u0445\u043e\u0434\u0438_11-1024x646.jpg 1024w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/\u041f\u043e\u0442\u044c\u043e\u043c\u043a\u0456\u043d\u0441\u044c\u043a\u0456_\u0441\u0445\u043e\u0434\u0438_11-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/\u041f\u043e\u0442\u044c\u043e\u043c\u043a\u0456\u043d\u0441\u044c\u043a\u0456_\u0441\u0445\u043e\u0434\u0438_11-768x484.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/\u041f\u043e\u0442\u044c\u043e\u043c\u043a\u0456\u043d\u0441\u044c\u043a\u0456_\u0441\u0445\u043e\u0434\u0438_11.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption>La famosa scalinata di Pot\u00ebmkin.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>CRIMEA<br>Sulla storia della comunit\u00e0 italiana di Crimea esiste, disponibile su internet, un volume: \u201cL\u2019olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli italiani di Crimea\u201d<br><a href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/editori\/settimo-sigillo--europa-lib.-ed\">Settimo Sigillo-Europa Lib. Ed<\/a>, 2009. Gli autori sono Giulia Giacchetti Boico*, i cui antenati facevano parte di questa comunit\u00e0 e Giulio Vignoli** .<br>Dal volume riportiamo una citazione:<br>\u201cDal 1830 fino alla fine del Secolo XIX un flusso migratorio italiano, composto soprattutto di Pugliesi, interess\u00f2 la Crimea allora appartenente alla Russia zarista. Con l\u2019avvento del comunismo il destino di questa comunit\u00e0, alcune migliaia di persone, divenne problematico per poi precipitare verso un tragico destino\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"358\" height=\"499\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/51qSkJG4LcL._SX356_BO1204203200_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-662\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/51qSkJG4LcL._SX356_BO1204203200_.jpg 358w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/51qSkJG4LcL._SX356_BO1204203200_-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 358px) 85vw, 358px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>In particolare il libro rievoca la drammatica vicenda, per lo pi\u00f9 ignota e comunque sempre ignorata da chi avrebbe dovuto e dovrebbe occuparsene, di questi Italiani, di questa vera e propria minoranza nazionale della Crimea, dalle persecuzioni nel periodo stalinista alla deportazione nel 1942 in Cazachistan, alla fame, agli stenti, alla morte di molti nelle steppe dell\u2019Asia, per giungere fino ai nostri giorni. La pubblicazione, arricchita da importantissimi ed inediti documenti e testimonianze, vuole pubblicizzare i terribili eventi patiti dagli Italiani (uomini, donne, vecchi e bambini) e sensibilizzare l\u2019opinione pubblica e la classe politica dell\u2019Ucraina e dell\u2019Italia alle difficili condizioni in cui tuttora vivono i sopravvissuti in Crimea e la diaspora negli Stati della ex Unione Sovietica. Ad essi deve essere resa giustizia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>==================<br>*Giulia Giacchetti Boico, nipote di deportati, da anni raccoglie materiale sulla deportazione degli Italiani di Crimea. E\u2019 la memoria storica della Comunit\u00e0 degli Italiani di Kerc (Crimea). Pu\u00f2 essere definita il<em> genius loci<\/em>.<br>**Giulio Vignoli \u00e8 professore di Diritto Internazionale nell\u2019Universit\u00e0 di Genova. Da tempo si occupa delle minoranze italiane che vivono nell\u2019Europa Orientale e della loro tutela. In argomento ha pubblicato vari libri, tale &#8220;Gli italiani dimenticati. Minoranze italiane in Europa. Saggi e interventi&#8221; (Giuffr\u00e8 2000) e &#8220;I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica italiana&#8221; (Giuffr\u00e8 1995).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non parliamo di quelli oggi, ma di comunit\u00e0 storiche italiane stabilite in quello che era l\u2019impero zarista.Fin dai tempi delle repubbliche marinare, Genovesi e Veneziani si erano stabiliti da quelle parti, ma la loro storia \u00e8 stata dimenticata. Le minoranze italiane furono dissolte e perseguitate ai tempi dell\u2019URSS e dopo la seconda guerra mondiale.Abbiamo ripescato &hellip; <a href=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2022\/04\/28\/italiani-dimenticati-a-odessa-e-in-crimea\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Italiani dimenticati (a Odessa e in Crimea)&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[90,89,88],"class_list":["post-654","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-classe","tag-crimea","tag-italiani","tag-odessa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=654"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":664,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions\/664"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}