{"id":488,"date":"2021-05-25T12:13:41","date_gmt":"2021-05-25T10:13:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alter-italia.com\/?p=488"},"modified":"2021-05-25T12:13:41","modified_gmt":"2021-05-25T10:13:41","slug":"gli-enologi-e-la-loro-santa-patrona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2021\/05\/25\/gli-enologi-e-la-loro-santa-patrona\/","title":{"rendered":"Gli enologi e la loro Santa patrona"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Liana Marabini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una tarda mattinata di ottobre, siamo nel 1323 ad Alvalade, una frazione di Lisbona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Due eserciti, uno di fronte all&#8217;altro, sono pronti per la battaglia. Il silenzio greve \u00e8 interrotto solo dal grido degli uccelli, che volteggiano nell&#8217;aria tiepida. Una leggera brezza porta il profumo degli alberi di agrumi, che impregna l&#8217;aria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una carrozza scura con le armi reali dipinte in oro sulla cassa si ferma poco distante. Il cocchiere aiuta a scendere una donna fragile, vestita di nero, che si avvicina decisa. Passa nello spazio che separa i due eserciti, con l&#8217;abito nero mosso dalla brezza e la grande croce d&#8217;oro appesa al collo, che lei stringe nella mano, come per assorbirne la forza. Un raggio di luce l&#8217;accompagna e si allunga, diventando una barriera luminosa che separa i due eserciti. Lei non dice una parola, guarda avanti e continua a caminare. Sul suo passaggio la luce si fa pi\u00f9 intensa. Gli uomini si mettono in ginocchio, da una parte e dall&#8217;altra e abbassano la testa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei \u00e8 la regina del Portogallo, Elisabetta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Zurbaran-Santa_Isabel_de_Portugal-536x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-489\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Zurbaran-Santa_Isabel_de_Portugal-536x1024.jpg 536w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Zurbaran-Santa_Isabel_de_Portugal-157x300.jpg 157w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Zurbaran-Santa_Isabel_de_Portugal-768x1468.jpg 768w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Zurbaran-Santa_Isabel_de_Portugal-804x1536.jpg 804w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Zurbaran-Santa_Isabel_de_Portugal.jpg 837w\" sizes=\"auto, (max-width: 536px) 85vw, 536px\" \/><figcaption><em>Francisco de Zurbar\u00e1n (1598\u20131664)  &#8211; Santa Isabel de Portugal<\/em> &#8211; olio su tela 1635) &#8211; Madrid, Museo del Prado.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I due eserciti sono stati riuniti da due uomini, padre e figlio, il re Dionigi del Portogallo e il principe ereditario Alfonso (divenuto poi re con il nome di Alfonso IV). Entrambi sono cari al suo cuore, uno \u00e8 il marito, l&#8217;altro il figlio e l&#8217;idea di vederli dilaniarsi la atterrisce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ha pregato tutta la notte nella sua cappella privata, \u00e8 rimasta in adorazione e il Signore le ha mostrato la via. Ha pensato che anche quei soldati sono figli di qualcuno, mariti di qualcuno. E ha deciso di andare a vederli, chiedendo la luce all Spirito Santo. Ed \u00e8 stata esaudita. I due eserciti si ritirano, lo spargimento di sangue \u00e8 evitato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un episodio della vita della futura Santa Elisabetta del Portogallo (1271 &#8211; 1336), menzionato in un manoscritto conservato nella Collezione Parra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo gesto le cost\u00f2 la libert\u00e0, perch\u00e9 il marito l&#8217;accus\u00f2 di essersi schierata con il figlio e la band\u00ec da Corte, relegandola in una fortezza. Ne usc\u00ec alla morte del re: don\u00f2 la corona al Santuario di Compostela, dove fece pellegrinaggio. Poi regal\u00f2 tutti i suoi averi ai poveri e ai conventi e divent\u00f2 francescana del terzo ordine, ritirandosi nel monastero delle Clarisse di Coimbra (dove avrebbe concluso la sua esistenza terrena).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una donna che ha dedicato la vita alla famiglia, al suo Paese e a Dio. Era soprannominata &#8220;la pacificatrice&#8221;, perch\u00e9 aveva la capacit\u00e0 di smorzare i conflitti e riportare la pace (come nell&#8217;episodio sopra descritto).<\/p>\n\n\n\n<p>Fu canonizzata nel 1625, sotto il Papa Urbano VIII e la sua ricorrenza \u00e8 festeggiata il 4 di luglio. \u00c8 l&#8217;unica Santa patrona degli enologi (quasi tutte le professioni hanno pi\u00f9 di un patrono, ma gli enologi hanno solo lei).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"266\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/200px-Urban_VIII_Bernini_Musei_Capitolini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-490\"\/><figcaption>Bernini, statua del papa Urbano VIII (1640) &#8211; Roma, Palazzo dei Conservatori.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sant&#8217;Elisabetta del Portogallo e il vino hanno storie che si intrecciano. Tutto ebbe inizio ancora prima che lei prendesse i voti, nel monastero stesso delle Clarisse di Coimbra (da lei fatto costruire mentre era regina). Il monastero si trovava in mezzo ad una grande distesa di vigne. Qui la regina decise di produrre il vino per la Messa di tutte le chiese del Portogallo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le Clarisse lavoravano la terra e le viti, ma per fare un buon vino la regina mand\u00f2 don Edoardo de Aviz, grande commerciante di vini e conoscitore senza pari della &#8220;chimica&#8221; del vino. Fu lui che &#8220;compose&#8221; il vino delle Clarisse, abbinando diversi vitigni, sorvegliando le grandi botti nelle quali il vino maturava e controllandone il trasporto poi verso le pi\u00f9 remote contrade portoghesi e le loro chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Edoardo era un enologo. Era navigatore e commerciante di vini in un&#8217;epoca in cui il Portogallo predominava in questo commercio. Avevano raggiunto il successo vendendo vino all&#8217;Inghilterra, alle Fiandre e alle citt\u00e0 della Lega anseatica, strappando lo &#8220;scettro&#8221; di questo commercio a Castiglia ed Aragona.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Portogallo aveva conquistato il mercato ed ora difendeva la sua indipendenza commerciale con la forza delle armi. Le lunghe lotte per cacciare i Mori con l&#8217;ausilio dei crociati stranieri e dei Cavalieri templari, diede un sigillo religioso al desiderio di conquiste. In nessun altro popolo era cos\u00ec profondamente insito l&#8217;antico spirito delle crociate. Fare la guerra contro l&#8217;islam apparve allora ai portoghesi il loro naturale destino ed un dovere come cristiani.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto il vino diventa un simbolo e la necessit\u00e0 di mantenerne alta la qualit\u00e0 forgia la figura professionale dell&#8217;enologo, che inizia l\u00e0 dove quella del vignaiolo finisce. L&#8217;enologia \u00e8 una scienza complessa e l&#8217;enologo una figura professionale che segue tutte le fasi della produzione del vino: dalla produzione dell&#8217;uva, alla definizione del protocollo di lavorazione, alla valutazione della qualit\u00e0 dell&#8217;uva, fino all&#8217;imbottigliamento ed alla commercializzazione del prodotto finito.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 \u00e8 una professione antica, iniziata ben prima dell&#8217;epoca di Elisabetta. Se analizziamo i documenti che parlano della scienza di fare il vino, troviamo gi\u00e0 nel III secolo a.C. gli scritti di Magone il Cartaginese, autore di un trattato di agronomia in 28 volumi in lingua fenicia che avrebbe costituito, per tutto il periodo classico, una delle fonti pi\u00f9 significative sull\u2019argomento. Il testo originale \u00e8 andato perduto, ma sono sopravvissuti dei frammenti delle traduzioni in greco e latino. Nel 146 a.C., la terza guerra punica si concluse con la distruzione di Cartagine ad opera dei Romani. Il contenuto delle biblioteche puniche venne consegnato ai sovrani numidi \u2013 alleati di Roma \u2013 con l\u2019eccezione dell\u2019opera di Magone che fu traslata a Roma dove sarebbe stata tradotta in latino da Decimo Silano. L\u2019opera \u2013 gi\u00e0 popolare per la traduzione in greco di Cassio Dionisio, contemporaneo di Magone \u2013 fu successivamente riadattata da Diofane di Nicea che la suddivise in sei volumi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"397\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cartagine-696x397-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-494\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cartagine-696x397-1.jpg 696w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cartagine-696x397-1-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>Ricostruzione di Cartagine e del suo porto. Foto\u00a9 Studia Rapido.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il primo trattato di viticoltura ha invece come autore Teofrasto (371-287 a.C.). Nella sua opera \u201cRicerche sulle piante\u201d, analizza la fisiologia della vite, i metodi di potatura e le malattie che la attaccano. L&#8217;autore descrive i metodi dei viticultori greci, che non sostenevano le viti con la pergola, come facevano gli Egizi o come poi avverr\u00e0 in Italia. Lasciavano invece le vigne basse, appoggiate al suolo, a eccezione dei sostegni necessari per proteggerle dall\u2019umidit\u00e0.&nbsp;Teofrasto fu discepolo di Aristotele a cui succedette nella direzione del Liceo (il Peripato) nel 322 a.C.<\/p>\n\n\n\n<p>Si susseguirono: Marco Porcio Catone (234-149 a.C.), la cui opera &#8220;De agricoltura&#8221; del 160 a.C. \u00e8 la prima opera intera in prosa &nbsp;che ci sia pervenuta in lingua latina e da la misura di quanto la viticoltura pesasse nell\u2019economia agraria italica intorno al II secolo a.C. Poi fu la volta di Marco Terenzio Varrone (116-27 a.C.)&nbsp; che nel \u201cDe re rustica\u201d&nbsp;fa una &#8220;fotografia&#8221; dell&#8217;enologia del suo tempo; Strabone (58 a.C.-21 d.C.), autore della \u201cGeographia\u201d, nella quale troviamo il resoconto pi\u00f9 completo della distribuzione della viticoltura e dei vini del \u201cmondo conosciuto\u201d alla fine della Repubblica e al principio dell\u2019Impero (paesi mediterranei).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nostra era dobbiamo citare Columella (4 &#8211; 70 d.C.) autore della magnifica opera &#8220;De Re Rustica&#8221; e che nella Roma imperiale fu il maggior erudito in campo agricolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Plinio il Vecchio, vissuto a cavallo tra le due ere, ha scritto un\u2019opera senza eguali, che spazia dal campo agricolo a quello storico, dagli aspetti scientifici a quelli folcloristici dal titolo \u201cNaturalis Historia\u201d: una grande enciclopedia in 37 libri&nbsp;ancora oggi di grande aiuto per comprendere la vita nell\u2019et\u00e0 latina e soprattutto la produzione vinicola dell&#8217;epoca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"748\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Plinio.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-491\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Plinio.jpeg 500w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Plinio-201x300.jpeg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 85vw, 500px\" \/><figcaption><em>Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, edizione di Melchiorre Sessa e Pietro Ravani, Venezia 1525 (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Plinio_il_vecchio,_naturalis_historia,_edizione_di_melchiorre_sessa_e_pietro_ravani,_venezia_1525.JPG\">Biblioteca Malatestiana &#8211; MIBAC<\/a>).<\/em> Foto \u00a9 Getty Images.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Rotari (606 &#8211; 652) fu re dei Longobardi e re d\u2019Italia dal 636 al 652. I Longobardi trasformano radicalmente la struttura terriera romana&nbsp; e si crea una&nbsp;nuova aristocrazia agricola: ebbero grande rispetto per il vino, simbolo di nobilt\u00e0 e, come popoli del nord, furono molto attratti dai&nbsp;<em>pretiosa vina<\/em>&nbsp;italiani. Per ridare forza all\u2019agricoltura e in particolare alla viticoltura, indebolite da secoli di abbandono e di razzie, nel 643 Rotari emano l\u2019\u201cEditto di Rotari\u201d (643), nel quale vi sono articoli che riguardano la protezione della vite che documentano l\u2019importanza attribuita anche a quei tempi alla viticoltura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Carlo Magno (742 &#8211; 814) emana, nel 789 il \u201cCapitulare de Villis et Curtis Imperatoris\u201d (789) una raccolta di norme e disposizioni in cui molti capitoli sono una raccolta di regole agricole e di tecniche dedicati alla viticoltura, al vino e alla sua fiscalit\u00e0. Il documento era attuato dai&nbsp; \u201cMissi dominici\u201d (gli ispettori del sovrano) che dovevano imporlo nei possessi imperiali. Carlo Magno e i Franchi, avevano un\u2019autentica venerazione per il vino e per la sua qualit\u00e0: in alcuni articoli del&nbsp;\u201cCapitulare\u201d&nbsp; si impone la massima cura nella pulizia dei vasi vinari e nella preparazione dei vini, e&nbsp; si pretende che i torchi non manchino mai nelle aziende rurali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Medioevo italiano, Pier de&#8217; Crescenzi (1233 &#8211; 1320) \u00e8 stato uno scrittore e agronomo bolognese. \u00c8 considerato il maggiore agronomo del Medioevo occidentale (ma \u00e8 anche studioso di filosofia, di medicina, di scienze naturali e di giurisprudenza). Nella sua opera \u201cLiber commodorum ruralium\u201d, completata fra il 1304 e il 1309, fornisce molte informazioni relative ai modi in cui le tradizioni della viticoltura classica venivano interpretate in Italia durante il periodo medioevale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"691\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/800px-Crescenzi_calendar.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-492\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/800px-Crescenzi_calendar.jpg 800w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/800px-Crescenzi_calendar-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/800px-Crescenzi_calendar-768x663.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>Calendario di De Crescenzi.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel Cinquecento troviamo un altro grande enologo: Sante Lacerio (1500 &#8211; 1565), \u201cBottigliere papale\u201d come egli stesso amava definirsi. Cur\u00f2 i vini di Sua Santit\u00e0 Paolo III, che, gracile d\u2019aspetto ma forte di natura, visse e govern\u00f2 la Chiesa fino alla bella et\u00e0 di 82 anni, aiutato nella ricerca dei vini migliori dal fido consigliere Lancerio, a testimonianza che il buon bere aiuta a prolungare in serenit\u00e0 e in sapienza la vita.&nbsp;Il Lancerio pu\u00f2 essere considerato, oltre che enologo, anche il primo <em>sommelier<\/em> in assoluto che aveva la responsabilit\u00e0 sugli approvvigionamenti del vino di Sua Santit\u00e0, sia in sede che in viaggio. Lacerio segu\u00ec il suo compito con capacit\u00e0 e passione, assaggiando, sorseggiando, osservando e consigliando i vari tipi di bevanda. \u00c8 autore di uno straordinario documento, \u201cLettera sulla qualit\u00e0 dei vini\u201d, i cui dettagli sono menzionati qui: https:\/\/www.taccuinigastrosofici.it\/ita\/news\/moderna\/letteratura\/Lettera-sulla-qualita-dei-vini&#8211;Sante-Lancerio.html<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre nel Sedicesimo secolo, considerato &#8220;il secolo delle grandi bevute&#8221;, troviamo Castore Durante da Gualdo (1529 &#8211; 1590), medico, botanico e poeta italiano del Rinascimento, che ha pubblicato opere importanti, come &#8220;Herbario nuovo&#8221; e il &#8220;Tesoro della sanit\u00e0&#8221;, nel quale scrive a proposito del vino: \u201cIl vino moderatamente bevuto, partorisce molti comodi all\u2019animo e al corpo, perci\u00f2 che quanto all\u2019animo si rende pi\u00f9 fedele e pi\u00f9 mansueto, l\u2019anima si dilata, gli spiriti si confortano, l\u2019allegrezze si moltiplicano, i dispiaceri si scordano, chiarifica l\u2019intelletto, eccita l\u2019ingegno, raffrena l\u2019ira, leva la malinconia, induce allegrezza\u2026&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Seicento citiamo Dom P\u00e9rignon, enologo <em>par excellence<\/em>, autore della prima &#8220;cave&#8221; di champagne, che lui ha creato per Luigi XIV (il Re Sole). Era un religioso, \u201ccelliere\u201d nell&#8217;Abbazia di Hautvillers, universalmente riconosciuto come creatore dello champagne: assemblaggio di uve e di vini, spremitura rapida e frazionata delle uve nere per estrarre un succo bianco e cristallino, utilizzo delle prime bottiglie in vetro spesso e resistente; sostituzione di un cavicchio in legno ricoperto di canapa con un tappo in sughero di Spagna, trattenuto da una cordicella per conservare la spuma; invecchiamento in cantine scavate nel tufo, capaci di assicurare una temperatura costante e di limitare le alterazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/DOM.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-493\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/DOM.jpg 683w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/DOM-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px\" \/><figcaption>Statua di Dom P\u00e9rignon posizionata davanti all&#8217;azienda Mo\u00ebt et Chandon, Reims, Francia.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>E possiamo continuare fino ai nostri giorni, ma ci fermiamo qui, per mancanza di spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatto sta che la figura di una donna di fede e nobile regina, rimarr\u00e0 per l&#8217;eternit\u00e0 indissolubilmente legata ad una figura professionale altrettanto nobile, quella dell\u2019enologo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Liana Marabini \u00c8 una tarda mattinata di ottobre, siamo nel 1323 ad Alvalade, una frazione di Lisbona.&nbsp; Due eserciti, uno di fronte all&#8217;altro, sono pronti per la battaglia. 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