{"id":96,"date":"2020-04-14T13:38:27","date_gmt":"2020-04-14T11:38:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alter-italia.com\/?page_id=96"},"modified":"2021-01-18T18:03:09","modified_gmt":"2021-01-18T17:03:09","slug":"italia-fuori-ditalia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/italia-fuori-ditalia\/","title":{"rendered":"Italia fuori d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>) &#8230;.ma l&#8217;identit\u00e0 italiana esiste o preesiste?<\/li><li>) La lingua degli angeli<\/li><\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u2026Ma l&#8217;identit\u00e0 italiana esiste o preesiste?<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo qualche tempo dall\u2019invito iniziale ricorrente di alcuni amici interessati alla problematica, intervengo, con questa breve nota, sulla dibattuto questione della identit\u00e0 italiana. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha spinto ad intervenire la lettura di un libro che, come tanti altri, ha seminato un ragionevole dubbio su quella che \u00e9 la vulgata ufficiale su come ci sia arrivati alla unificazione italiana. <\/p>\n\n\n\n<p>Qual\u2019 \u00e9 la versione ufficiale , ufficiosa e politicamente corretta di questo processo ? Riassumendo, un po\u2019 semplicisticamente, tale versione, riesumata a suo tempo in occasione delle rievocazioni e della retorica del 150\u00b0 anniversario, \u00e9 che l\u2019unificazione sia stata l\u2019epilogo di una lunga marcia ineluttabile scritta nei destini della storia. <\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 \u00e9 risaputo e purtroppo tante volte confermato che la storia viene scritta dai vincitori, cosi\u2019 i vincitori- l\u2019oligarchia liberale sabauda ed altri ad essa assimilabili- hanno scritto questa storia . Fu vera gloria? Fu una bella storia?<\/p>\n\n\n\n<p>Non fu cosi. L&#8217; unificazione fu una tragedia per i popoli italiani ed un inganno (ricordate Il Gattopardo?). <\/p>\n\n\n\n<p>Gli italiani non volevano essere unificati, di certo non in quella maniera. <\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte di essi vivevano, sia pure modestamente, serenamente in pace, nei vecchi stati preunitari che non erano affatto quei mostruosi regimi bieco-reazionari descritti da tanti storici. <\/p>\n\n\n\n<p>Si pagavano poche tasse e non c\u2019era la leva obbligatoria; alcuni di essi erano moderatamente progrediti e di certo meglio organizzati del Regno di Piemonte- Sardegna. <\/p>\n\n\n\n<p>Comunque la scrittura della storia non \u00e9 sempre imparziale e contro testi, diciamo cosi\u2019 \u00abrevisionistici\u00bb vedi ad esempio \u00abL\u2019altro Risorgimento\u00bb di Angela Pellicciari, ce ne sono tanti che documentano che comunque l\u2019unita\u2019 italiana fu buona cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu davvero buona cosa ? <\/p>\n\n\n\n<p>Sottoponiamo ai lettori due fatti incontrovertibili : <\/p>\n\n\n\n<p>Primo, l\u2019Italia non \u00e9 ancora unificata, il Sud soffre tuttora del trauma della brutale annessione del 1860. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo : l\u2019unificazione fu una vera tragedia e provoco\u2019 il dramma della emigrazione massiccia di milioni di italiani, che senz\u2019altro non erano molto contenti di come si viveva nel neo proclamato Regno d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal \u201cRapporto Italiani nel mondo\u201d pubblicato ogni anno dalla Fondazione Migrantes apprendiamo che nel 1861, prima dell\u2019unificazione ad opera della monarchia sabauda, l\u2019Italia, nell\u2019insieme dei vari stati, aveva 22milioni di abitanti e all\u2019estero risiedevano solo 180.000 italiani. <\/p>\n\n\n\n<p>Nei 150 anni e pi\u00f9 trascorsi da allora ad oggi ben 30 milioni di abitanti della penisola italiana hanno lasciato il loro paese. <\/p>\n\n\n\n<p>I cittadini di origine italiana residenti nei vari Stati, anche se non esistono dati certi, sono stimati in circa 200 milioni. (Piero Bassetti: Svegliamoci Italici, Marsilio editore, Venezia 2015) <\/p>\n\n\n\n<p>Oggi gli italiani all\u2019estero , con passaporto italiano e regolarmente iscritti all\u2019AIRE, sono pi\u00f9 di 5 milioni e continuano ad aumentare. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo stato italiano, nel corso della sua ancora breve storia, sia esso monarchico fascista o repubblicano, non ha dato prove edificanti: emigrazione massiccia spesso indotta, miseria dilagante, spedizioni coloniali improvvide ed infine due guerre mondiali in cui i popoli d\u2019Italia sono stati trascinati senza motivo e che potevano facilmente essere evitate. <\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado tutto questo esiste un forte sentimento identitario fra gli italiani e questo \u00e9 fortemente percettibile fuori d\u2019Italia. In tante parti del mondo l\u2019Italia e gli italiani sono ben presenti; potremmo dire che esiste una grande Italia fuori d\u2019Italia. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia percepita non \u00e8 la repubblica,uscita dalla resistenza, che si \u00e9 data una costituzione, che non suscita interesse, ma l\u2019Italia millenaria che esiste dai tempi di Roma, che \u00e9 stata scelta come sede alla Chiesa universale, che nel Medioevo ha dato avvio alla rinascita dell\u2019Occidente, con i liberi comuni , le repubbliche marinare, le citt\u00e0 stato e che \u00e8 stata la culla di tutte le arti e le scienze. <\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019Italia che \u00e9 stata definita come paese numero uno al mondo come influenza ed eredit\u00e0 culturale. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel Medio Evo \u00e9 pure nata la grande letteratura italiana. Grazie a Dante, Petrarca, Boccaccio ed altri un \u201cvolgare\u201d ha assunto la dignit\u00e0 e il valore di una lingua classica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal \u2019500 questa lingua si \u00e8 diffusa in tutta la penisola , nel Mediterraneo, nei Balcani e in tanta parte dell\u2019Europa, dando a tutti i suoi parlanti una precisa identit\u00e0 culturale, un senso di appartenenza al di l\u00e0 dei confini. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era chi la parlava bene, secondo i canoni emersi dalla tradizione letteraria e chi si arrangiava senza tanto curare la forma. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli italiani fin dal \u2019500 hanno usato, oltre al dialetto della loro citt\u00e0 o regione, una lingua comune, basata sul fiorentino con la quale comunicavano fra di loro al di fuori dei confini provinciali, e con portatori di una cultura superiore, come notai, preti, scrivani e con gli stranieri. <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e9 vero che l\u2019Italiano parlato fra italiani sia un prodotto dell\u2019unificazione, gli italiani gi\u00e0 si esprimevano nella lingua comune in varie occasioni ed hanno continuato a parlare fra di loro in casa, con i vicini e nel loro spazio regionale in dialetto fino all\u2019avvento della televisione, negli anni \u201950 del \u2019900. <\/p>\n\n\n\n<p>Quanto detto sulla lingua \u00e9 scritto e documentato in un libro \u201c L\u2019 Italiano nascosto\u201d del quale qui di seguito daremo una breve sintesi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019ITALIANO NASCOSTO\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>In questo volume, di un interesse straordinario viene messo in evidenza un fatto molto importante: cio\u00e8 che la lingua italiana cominciasse ad essere parlata da gran parte degli italiani fin dagli inizi del\u2019500. <\/p>\n\n\n\n<p>La lingua naturalmente non era quella letteraria erede dei grandi autori del \u2019300, limitata ad una cerchia ristretta di fruitori ed utilizzatori, n\u00e9 era uno dei tanti dialetti di cui facevano uso, per le comunicazioni familiari ed in ambito locale. <\/p>\n\n\n\n<p>Si trattava di un italiano standard usato nelle relazioni con italiani al di fuori dalla propria regione, con gli stranieri che avevano altre lingue materne, nelle prediche in chiesa e nei rapporti fra i meno colti ed i ceti istruiti. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 interpretazione prevalente della storia dell\u2019italiano si \u00e8 per molto tempo fondata sulla contrapposizione tra lingua letteraria e dialetti: da un lato raffinati eruditi della pagina, dall\u2019altro una schiera di rozzi interpreti degli idiomi locali, incapaci di esprimersi nelle lingua comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e9 a lungo dissertato sul fatto che solo dopo l\u2019unit\u00e0 si \u00e9 cominciato ad usare un italiano standard grazie alle scuole del nuovo Regno d\u2019Italia. <\/p>\n\n\n\n<p>Utilizzando studi recenti e commentando numerosi documenti, anche inediti o rari, questo libro propone una visione radicalmente diversa e prospetta l\u2019esistenza, nel corso dei secoli, di una terza componente: un italiano di comunicazione dalla vita nascosta, privo di ambizioni estetiche, ma utile a farsi capire. <\/p>\n\n\n\n<p>Uno strumento linguistico spesso trasandato che, basato su una forte stabilit\u00e0 di strutture e su un\u2019identit\u00e0 di lunga durata, ha permesso, sotto la spinta di bisogni primari, il concreto definirsi di rapporti tra scriventi (e parlanti) di luoghi e statuti sociali diversi. <\/p>\n\n\n\n<p>Per definire questo inconsueto quadro linguistico e culturale sono citati e numerose testimonianze di personaggi, infimi e noti: streghe e servitori, mezzadri e parroci di campagna, mercanti, scrivani, interpreti e pescivendoli, mugnai e sovrastanti, briganti e soldati, ma anche catechisti e maestri d\u2019abaco, monache, vescovi e santi insieme a famosi letterati che, nel disbrigo delle loro faccende quotidiane, non esitano a ricorrere a una semplicit\u00e0 comunicativa contigua al mondo subalterno. <\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019avventura o percorso nella storia della nostra lingua che consegna al lettore un panorama complesso e iridescente, ricco di forme intermedie e in chiaroscuro. <\/p>\n\n\n\n<p>Approfondendo questo argomento si arriva alla constatazione che contrariamente a quanto si \u00e9 a lungo creduto la bipartizione fra italiano letterario scritto e dialetto parlato va sostituto con una tripartizione che mette in evidenza una terza forma espressiva: un italiano orale che permetteva la comunicazione interregionale, non solo fra tutti gli abitanti degli stati italiani , ma anche fuori d\u2019Italia nel Mediterraneo. <\/p>\n\n\n\n<p>I preti predicatori venivano esortati ad fare uso, nelle prediche, n\u00e9 della lingua nativa, che sarebbe il dialetto, n\u00e9 del \u201cfiorentino\u201d che sarebbe la lingua letteraria ma della lingua comune, italiana, al di sopra delle tante altre in uso nella penisola. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore citando varie  fonti ci descrive come l\u2019Italiano colto venisse usato nella diplomazia per la sottoscrizione di trattati internazionali, in cui nessuno dei firmatari era di lingua italiana; veniva pure usato dalla corte ottomana per comunicare con tutte le potenze europee. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 italiano era la lingua che i dracomanni- interpreti ufficiali nelle corti turche ed arabe, dovevano conoscere. <\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia accanto all\u2019italiano colto e letterario entrato nell\u2019uso diplomatico prosperava nella vasta area che comprendeva la penisola italiana, i balcani e la sponda sud del mediterraneo un italiano standard sovra regionale usato non solo dagli italici ma da tutto un vasto mondo di commercianti navigatori marinai , scribi e militari, operatori vari per i quali questa lingua era lo strumento indispensabile per comunicare con chi parlava una lingua diversa. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Proprio come l\u2019inglese oggi. <\/p>\n\n\n\n<p>-Enrico Testa <br>\nL\u2019italiano nascosto <br>\nUna storia linguistica e culturale <br>\nPiccola Biblioteca EINAUDI <br>\nTorino 2014 &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere:<br>\nMA L\u2019IDENTIT\u00c0 ITALIANA ESISTE O PREESISTE ? <br>\ncerto che esiste e ne sono fieri tutti, italiani ed italici.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rendo conto di avere divagato; se si trattava di dare una risposta alla questione: esiste una identit\u00e0 italiana ? <\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e9 SI, l\u2019identit\u00e0 italiana \u00e9 molto forte, MALGRADO la <br> repubblica Italiana<br> L\u2019identit\u00e0 italiana \u00e9 quella che si basa sulla sua storia ultra millenaria. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La lingua degli angeli.<\/h2>\n\n\n\n<p>In quelle lingua parlano gli angeli in Paradiso? In Italiano, naturalmente, perch\u00e9 \u00e9 questa la lingua pi\u00f9 bella fra tutte la altre, la pi\u00f9 musicale, quella pi\u00f9 adatta ad esprimere l&#8217;armonia del creato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;si, caro signore , per me non c&#8217;\u00e9 dubbio che gli angeli del cielo parlano italiano. Impossibile d&#8217;immaginare che queste belle creature si servano di una lingua meno musicale.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Con queste frasi si conclude il libro &#8221; La lingua degli angeli&#8221; di Harro Stammerjohann; editore l&#8217;Accademia della Crusca Firenze 2013.<\/p>\n\n\n\n<p>Harro Stammerjohann \u00e9 tedesco, nato in Germania a Bad Segeberg nel 1938.<\/p>\n\n\n\n<p>Professore di Linguistica Romanza insegna ed ha insegnato in Germania e negli Stati Uniti, \u00e9 accademico straniero all&#8217;Accademia della Crusca. Ha scritto molte cose su lingue e linguistica, tanti libri e saggi fra cui Lexicon Grammaticorum. A Bio- Biblioggraphical Companion to the History of Linguistics (2\u00b0 edizione 2009) . Ha scritto pure &#8220;Dizionario di Italianismi in francese,inglese e tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Crediamo opportuno segnalare questo volume ai nostri lettori:. Si tratta di un contributo notevole alla comprensione della &#8220;grandeur&#8221; della nostra lingua, che va ben al di la del numero dei suoi parlanti e della sua diffusione al di fuori dei confini nazionali.Nel libro viene illustrata la presenza della lingua italiana fuori d&#8217;Italia da tre punti di vista che si completano a vicenda:<\/p>\n\n\n\n<p>Italianismo, Italianismi e giudizi sulla lingua italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima parte \u00e9 dedicata ai contatti con la civilt\u00e0 italiana, per secoli modello per tutta l&#8217;Europa e oltre , l&#8217;italiano come lingua classica erede naturale del latino.<\/p>\n\n\n\n<p>Vengono trattati argomenti come &#8220;lombardi&#8221;, l&#8217;attrazione delle universit\u00e0 italiane, l&#8217;italianismo delle corti europee, la tradizione del Grand Tour, l&#8217;Italiano come la lingua della musica, il ruolo dell&#8217;emigrazione per la diffusione della lingua.<\/p>\n\n\n\n<p>I contatti con la civilt\u00e0 italiana sono spesso attestati da prestiti, cio\u00e8 da parole e locuzioni italiane passate ad altre lingue.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esemplificazione e la classificazione di tali prestiti in quanto oggetti della linguistica sono l&#8217;argomento del capitolo &#8220;Italianismi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza parte, giudizi sulla lingua, \u00e9 dedicata come gli stranieri hanno percepito la lingua italiana, con le opinioni tanti, dal medioevo ad oggi, fino all&#8217;accettazione generalizzata dell&#8217; italiano come la lingua pi\u00f9 belle del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Apprendiamo cos\u00ec&#8217; in questo volume che , dopo l&#8217;inglese dei tempi odierni, \u00e9 l&#8217;italiano la lingua che pi\u00f9 di ogni altra ha influenzato le altre lingua europee, soprattuto il francese. L&#8217;autore cita infatti nella prefazione un breve brano di un autore francese di 12 righe in cui sono citati ben 27 italianismi, molti dei quali non del tutto riconoscibili come BAGUETTE, ESQUISSE, CALECON, BANDIT e BRIGANT invece sono facilmente riconoscibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte centrale del libro, Italianismi, senza essere ne apologetico n\u00e9 denigratorio l&#8217;autore ci dimostra quante parole dall&#8217;italiano sono passate a lingua straniere fino a destare preoccupazioni, nel &#8216; 500, dei puristi francesi. Ma non solo la Francia fu contaminata, tutte le lingua, anche indirettamente, hanno subito la contaminazione dell&#8217;Italiano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-alter-italia\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"C47VK9dSex\"><a href=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2020\/12\/06\/256\/\">Rapporto Italiani nel Mondo<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Rapporto Italiani nel Mondo&#8221; &#8212; Alter Italia\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2020\/12\/06\/256\/embed\/#?secret=C47VK9dSex\" data-secret=\"C47VK9dSex\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>) &#8230;.ma l&#8217;identit\u00e0 italiana esiste o preesiste? ) La lingua degli angeli \u2026Ma l&#8217;identit\u00e0 italiana esiste o preesiste? Dopo qualche tempo dall\u2019invito iniziale ricorrente di alcuni amici interessati alla problematica, intervengo, con questa breve nota, sulla dibattuto questione della identit\u00e0 italiana. 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