{"id":2,"date":"2019-01-17T14:34:38","date_gmt":"2019-01-17T13:34:38","guid":{"rendered":"http:\/\/alter-italia.com\/?page_id=2"},"modified":"2021-01-20T11:01:57","modified_gmt":"2021-01-20T10:01:57","slug":"vita-monaco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/vita-monaco\/","title":{"rendered":"Il Principato di Monaco"},"content":{"rendered":"\n<p>indice argomenti <\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>) Monaco: un nome di origini misteriose<\/li><li>) Una gita nel Principato<\/li><li>) Gli italiani e Monaco, miti e realt\u00e0  di una storia ignorata,  da Italiani nel mondo 2015<\/li><\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. Monaco: un nome di origini misteriose<\/h2>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Monaco si chiama Monaco? La domanda \u00e9 ricorrente soprattutto fra noi italiani, che quando parliamo del  <\/p>\n\n\n\n<p>PRINCIPATO, in italiano,<\/p>\n\n\n\n<p>dobbiamo sempre stare attenti a non fare confusione con Monaco di Baviera. Ricordiamo che la citt\u00e0 bavarese si chiama M\u00fcnchen in tedesco, Munich in francese e inglese; in tali lingue non  si fa confusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed infatti noi diciamo pi\u00f9 volentieri Monte-Carlo per non generare equivoci. Tale nome non ha tuttavia alcuna rilevanza amministrativa; si tratta di un quartiere che fino al 1866 non esisteva: si chiam\u00f2 cosi, come riferiscono le cronache, per volont\u00e0 del Principe Carlo  che volle battezzare col suo nome il nuovo quartiere che avrebbe cambiato la storia del Principato.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Messo in chiaro questo, va subito altrettanto chiaramente  affermato che il nome non viene da \u201cmonaco\u201d inteso come frate, uomo di chiesa.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento \u00e9 il fatto che, travestiti da monaci, Francesco Grimaldi e i suoi compagni d\u2019armi nel 1297 si impadronirono  della rocca, dando inizio alla dinastia.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Monaci che imbracciano la spada si trovano pure nello stemma monegasco: ricordano i fatti, ma che non sono l\u2019origine del nome.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome Monaco esisteva gi\u00e0 da oltre 1500 anni.<br>Ripassiamo brevemente la storia (Fonte : Historie de Monaco, manuale per l\u2019insegnamento della storia  negli istituti superiori  , autore lo storico Thomas Feuilleron) <\/p>\n\n\n\n<p>La Rocca di Monaco e il porto naturale sottostante servono da rifugio alle popolazioni primitive, poi a naviganti venuti da ogni parte. Nel VI secolo A.C. \u00e8 abitato da trib\u00f9 di Liguri : per tutta l\u2019antichit\u00e0 il posto ospiter\u00e0 un tempio dedicato ad Ercole . <br><\/p>\n\n\n\n<p>I Greci, dopo i Fenici, frequentano il luogo e daranno il nome di Porto Ercole all\u2019insenatura sotto la Rocca.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019autore del manuale sarebbero stati i fenici  i primi frequentatori  del porto, che  lo avrebbero chiamato col nome  di MENIHH o MONETHH. Il nome col tempo si sarebbe modificato in Monoikos. La presenza fenicia \u00e9 stata provata dal ritrovamento di monete puniche. Il nome significava : che dava riposo, tranquillit\u00e0.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Lo storico, che \u00e9 ben documentato, esclude varie altre ipotesi e a suo giudizio, anche se queste affermazioni non sono verificabili con certezza, l \u2019ipotesi punico- fenicia \u00e9 la pi\u00f9 plausibile.<br>La prima citazione, documentata,  \u00e8 opera dello storico &nbsp;Ecateo, nato nel 550&nbsp; A.C. cittadino della grande metropoli greca di Mileto, ubicata in Asia Minore, sul mare egeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le navi di Mileto andranno ovunque e in un rendiconto basato su testimonianze di viaggiatori e marinai si parla di Monoikos ,polis Ligustike. Monaco citt\u00e0 di Liguri.<\/p>\n\n\n\n<p>Pare fosse luogo di culto del semi dio Ercole,  in tempi romani &nbsp;prende il nome di Portus Herculis Monoeci. Quando i Romani si insediano definitivamente in Provenza nel primo secolo prima di Cristo, Monaco \u00e8 inclusa nelle Alpi Marittime.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli storici ricordano che Giulio Cesare prende il mare a Monaco per andare a combattere in Grecia. Nell\u2019anno 7 A.C viene eretto, a la Turbie, il Trofeo d\u2019Augusto, in onore &nbsp;delle vittorie romane sui Liguri, fino allora indomiti.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il monumento sovrasta ancora oggi i luoghi ed \u00e8 meta turistica . Segnava allora il confine fra Gallia e Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguono i secoli bui ( caduta dell\u2019impero Romano); la regione \u00e8 devastata da barbari di ogni tipo, razza e religione fino al 972, anno in cui il Conte di Provenza sconfigge i Saraceni, segnando &nbsp;cos\u00ec l\u2019inizio di un\u2019  era meno agitata.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguono  &#8216;insediamento genovese e l&#8217;arrivo dei Grimaldi &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1162, L\u2019Imperatore &nbsp;Federico Barbarossa concede il dominio marittimo della regione alla Repubblica di Genova, citt\u00e0 allora in via di affermazione con l\u2019ambizione di controllare il mare e le coste dell\u2019Italia orientale. <br><\/p>\n\n\n\n<p>I diritti di Genova sulla Rocca vengono riconosciuti ufficialmente,  nel 1191, dalla autorit\u00e0 imperiale. In contropartita i Genovesi si impegnano a costruire una fortezza, che si chiamer\u00e0 da allora il Vecchio Castello, a disposizione dell\u2019Imperatore .<br><\/p>\n\n\n\n<p>In latino, nella bolla, si affermava : Noi, Imperatore del Sacro Romano Impero, permettiamo ai Genovesi&nbsp; di costruire una fortezza al di sopra di Monaco per la Gloria dell\u2019Impero e la difesa dei Cristiani&nbsp; contro i Saraceni.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia i genovesi dovettero combattere &nbsp;anche &nbsp;contro i Provenzali, in continua guerriglia contro l\u2019Imperatore, difenderne le prerogative &nbsp;e costruire, con l\u2019aiuto di Dio, Deo Juvante, un forte e una citt\u00e0.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Genova, metropoli dal Medio Evo, era una grande potenza marinara, Repubblica aristocratica, dilaniata all\u2019interno della contese fra Guelfi ( seguaci del Papa) e Ghibellini ( quelli dell\u2019Imperatore). I Grimaldi,  i capi dei Guelfi, &nbsp;sono sconfitti dai Ghibellini e cacciati dalla citt\u00e0. Francesco Grimaldi,  i suoi&nbsp; fratelli e i loro seguaci cercano un luogo per &nbsp;rifarsi e si dirigono verso Monaco, avamposto genovese&nbsp; a ponente.<br><\/p>\n\n\n\n<p>La piccola guarnigione &nbsp;&nbsp;che occupa la rocca \u00e8 composta da genovesi di fede ghibellina. Francesco e i suoi, travestiti da frati,  chiedono rifugio ed ospitalit\u00e0 .Viene aperto il portone. Tirano fuori le armi, nascoste sotto le tonache ed hanno la meglio sulle poche guardie. E\u2019 il fatto che da inizio alla storia dei signori di Monaco e che \u00e8 ricordato e celebrato in ogni occasione ricorrente.<\/p>\n\n\n\n<p>Monaco era&nbsp;&nbsp; importante strategicamente: il Mediterraneo&nbsp; \u00e8 il centro del mondo e Monaco \u00e8 il centro del Mediterraneo. E\u2019 il posto ideale, per un giovane e nobile rampollo scacciato dalla sua terra, per ricominciare da capo.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il dominio dei Grimaldi non &nbsp;\u00e8 &nbsp;del tutto acquisito; la Rocca fu persa e ripresa tante volte negli anni successivi, ma la data dell\u20198 Gennaio 1297 \u00e8 quella fondante &nbsp;della Signoria e il ricordo di quei fatti sono immortalati nel blasone dei Grimaldi di Monaco, che per l\u2019appunto raffigura due monaci che brandiscono la spada. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. Una gita nel Principato di Monaco<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/monaco_article_large.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-130\" width=\"381\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/monaco_article_large.jpg 500w, https:\/\/www.alter-italia.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/monaco_article_large-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 85vw, 381px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pensiamo che sia&nbsp; interessante suggerire ai lettori  un itinerario per la visita. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Principato \u00e9 in piena transizione immobiliare, cio\u00e8 sono in corso tanti lavori che ne cambieranno, in parte, la fisionomia. La quarantena ha rallentato, ma si prevede un riavvio rapido.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e9 la nuova penisola di fronte all\u2019ansa del Portier, ma vi sono altri lavori in corso al Porto, e addirittura nel pieno centro, dove c\u2019\u00e9 il Grand Hotel de Paris. Si parla pure di rifare lo stadio, mentre sono in corso i rifacimenti dell\u2019Ospedale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa Monaco sotto\/sopra merita il nostro interesse. Si andr\u00e0&nbsp; avanti di questo ritmo, in diverse tappe fino al 2025.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per la nostra gita suggeriamo di arrivare davanti al Casino (Place du Casino). Da qualunque parte&nbsp; veniate, seguite le indicazione verso il Casino e lasciare l&#8217;auto nel parcheggio, che \u00e9 immenso, con tanti piani sottoterra.<\/p>\n\n\n\n<p>Di solito c&#8217;\u00e9 sempre posto; ricordarsi tuttavia&nbsp; dove&nbsp; avete lasciato il mezzo. Segnatevi il numero per ritrovarlo facilmente. Dell&#8217;auto non ne avrete pi\u00f9 bisogno: il Principato va percorso a piedi o in autobus.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritornati in superficie la prima tappa \u00e9 all&#8217;ufficio del Turismo, 2 bld des Moulins, a pochi passi dalla uscita del parcheggio, dove trovate guide turistiche, cartine della citt\u00e0 e tanta documentazione; tutto gratuito anche in italiano; se non trovate chiedete: su ristoranti, alberghi, luoghi da visitare, cosa fare e dove andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dimenticate&nbsp; di procurarvi \u201dMonaco Bienvenue\u201d, l\u2019Agenda con tutte le informazioni spicciole e dettagliate: i numeri per le emergenze e i servizi , rigorosamente trilingue e quindi anche in italiano .<\/p>\n\n\n\n<p>Il formato \u00e9 comodo, sta in tasca o in borsetta,&nbsp; poco pi\u00f9 di 50 pagine preziose, da tenere sempre con s\u00e9. Il personale dell\u2019 Ufficio \u00e9 sorridente, gentile, poliglotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi prendere l&#8217;autobus direzione Centre Ville, Palais. La fermata \u00e9 sempre li vicino. Leggete le istruzioni per trovare quello giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il breve percorso&nbsp; \u00e9 panoramico, il mezzo \u00e9 comodo, puntuale mai affollato e si ha gi\u00e0 una visione dall&#8217;alto di Monte-Carlo. A Monaco viaggiare in autobus \u00e9 piacevole e rilassante, non c\u2019\u00e9 rischio di fare brutti incontri.<\/p>\n\n\n\n<p>Si arriva al capolinea nel cuore del \u201cRocher\u201d, da un lato il palazzo del Governo, dall\u2019altro la sede recente e modernizzante del Parlamento ( Conseil National).<\/p>\n\n\n\n<p>La Rocca di Monaco, in francese &#8220;le Rocher&#8221; e in monegasco <em>A Roca<\/em>, contiene la piccola citt\u00e0, che \u00e8 uno sperone a suo tempo fortificato, capitale del Principato, costruita a picco sul mare .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Notate che i nomi delle strade sono anche in monegasco. Lo sperone \u00e9 largo 300 metri e lungo 800. E\u2019 un luogo incantevole dove, durante le belle sere, si possono ammirare le luci di Monte-Carlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 sembra un vero e proprio allestimento scenico con le sue belle case del XVI-XVIII secolo, dalle facciate rosa salmone strette in un reticolo di vicoli&nbsp; ombrosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il cuore del Principato dove si trovano&nbsp; il Palazzo del Principe, gli edifici del governo, del Parlamento ( Conseil National),&nbsp; il comune (la Mairie), la Cattedrale, i giardini e il museo Oceanografico.<\/p>\n\n\n\n<p>Fate un bel giro. Alle 11,55 c&#8217;\u00e9 il cambio della guardia, nella piazza di fronte al Palazzo del Principe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia si svolge, mai modificata, dal 186; partecipano dieci carabinieri nelle loro divise splendenti e lo spettacolo dura solo 5 minuti. (Preparate l&#8217;itinerario su www.palais.mc ). Seguendo le indicazioni potete scendere, a piedi, in una dolce discesa panoramica fino a Place d&#8217;Armes.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta della&nbsp; piazza del mercato, ristrutturata di recente come era durante la Belle Epoque; frutta e verdura, fiori e giornali,&nbsp; pasticceri e fornai , banchi del macellaio, del salumaio e del pescivendolo. Piccolo parco giochi per bambini. Si pu\u00f2&nbsp; degustare \u201cstreet food \u201c o sostare in un Caff\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui potete riprendere l&#8217;autobus che vi porter\u00e0, costeggiando&nbsp; il porto, passando per Boulevard Prince Albert I, la strada da dove parte il Grand Prix , alla Place du Casino.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dove avete lasciato la macchina. Siete nel cuore di Monte-Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se volete arrivare in auto c&#8217;\u00e9 comunque una&nbsp; soluzione alternativa:&nbsp; ricordate che l\u2019accesso in auto al \u201cRocher\u201d \u00e9 permesso solo a&nbsp; mezzi con la targa MC (Monaco) o 06( Alpes&nbsp; Maritimes).<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutti gli altri mezzi c\u2019\u00e9 l\u2019itinerario che porta al grande parcheggio con accesso a piedi qui di seguito indicato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019altro itinerario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo le indicazioni, si arriva al grande parcheggio \u201cdes p\u00eacheurs\u201d dove si lascia l\u2019auto. Procedendo a piedi, seguendo varie indicazioni, come intermezzo introduttivo, si arriva in una sala dove viene proiettato, su un grande schermo gigante, un film che ripercorre la storia della dinastia dei Grimaldi e l&#8217;evoluzione del Principato fino all&#8217;ascesa al trono di Alberto II.<\/p>\n\n\n\n<p>Si fanno scale ed ascensori e si arriva all\u2019aperto&nbsp; in un largo spazio con a sinistra l\u2019imponente struttura del museo oceanografico. (Vedi pi\u00f9 avanti una breve descrizione). Si procede e si arriva ai giardini Saint-Martin.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I giardini Saint-Martin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Viali ombreggiati e stupefacente vegetazione mediterranea; vi si incontra la statua del Principe Alberto I, realizzata da Fran\u00e7ois Cogn\u00e9, scultore francese (1878-1952) nel 1951 e le vestigia della chiesa di S. Nicola, precedente all&#8217;attuale cattedrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Proseguendo si arriva alla:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cattedrale&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; un edificio maestoso neoromantico-bizantino per il quale sono state impiegate pietre bianche di La Turbie, interessante anche&nbsp; per le opere di primitivi della scuola di Nizza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;All&#8217;ingresso sinistro del deambulatorio si pu\u00f2 ammirare la grande pala d\u2019altare di S. Nicola, realizzata da Federico Brea. Tra i Santi raffigurati c\u2019\u00e8 anche Santa Devota, patrona di Monaco, in un piccolo quadro in basso a sinistra. Nel braccio destro del transetto, sopra la porta della sacrestia, si trova l\u2019altra stupenda pala di Ludovico Brea, sul cui sfondo si distingue il paesaggio di Monaco. Nel deambulatorio ci sono&nbsp; altre tre interessanti opere di scuola nizzarda: S. Rocco, S. Antonio e il Rosario.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trovano pure le tombe dei principi, l\u2019ultima che \u00e9 stata predisposta \u00e9 quella di Ranieri III accanto a quella della Principessa Grace, l\u2019unica che ha ancora fiori freschi. Noterete pure il nome latino GRATIA&nbsp; PATRITIA<\/p>\n\n\n\n<p>Vicino, in una caratteristica piazza di fronte alla sede del municipio (<em>Mairie<\/em>), si trova la Cappella della Misericordia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cappella della Misericordia (<\/strong><em>Chapelle de la Mis\u00e9ricorde<\/em><strong>)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Costruita nel 1646 dalla confraternita dei Penitenti neri, ha una facciata classica rosa e bianca sulla piazza del municipio; all&#8217;interno, in una nicchia a destra, custodisce un Cristo giacente del monegasco Bosio, che viene portato in processione nelle vie cittadine il Venerd\u00ec Santo. Dal 2011, tutte le domeniche, ha luogo la messa, in latino, di rito tridentino, alle ore 18,00.<\/p>\n\n\n\n<p>La messa viene celebrata in modo solenne, musica d\u2019organo&nbsp; e canto gregoriano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Place du Palais \u2013 Piazza del palazzo e il Palazzo ,Palais<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La piazza, ornata di cannoni donati al principe di Monaco da Luigi XIV, termina a nord-est con un parapetto merlato, da dove la vista spazia sul porto, Monte -Carlo e la costa fino alla punta di Bordighera.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il lato sud-occidentale della piazza \u00e8 occupato dalla <em>promenade Sainte-Barbe<\/em>, con panorama su Cap d&#8217;Ail. Ogni giorno&nbsp; come gi\u00e0 segnalato, ha luogo il cambio della guardia. Le guardie sono i carabinieri del Principe, in grande tenuta, in nero d&#8217;inverno e in bianco d\u2019estate. La cerimonia \u00e8 immutata da oltre cento anni.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il palazzo del Principe \u00e9 sontuoso e deriva dalla duecentesca fortezza genovese dove sopravvivono alcune torri merlate e una parte della cinta murata, ampliata e rinforzata nel &#8216;600 . E\u2019 completata da un monumentale portale con lo stemma dei Grimaldi. Gli edifici dell\u2019ala meridionale sono in stile rinascimentale o classico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il circuito di visita permette l&#8217;accesso alla galleria d\u2019Ercole da cui si domina un bel cortile d\u2019onore, con uno scalone di marmo bianco a doppia rampa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La galleria \u00e8 decorata da affreschi di artisti genovesi dei secoli XVI e XVII, tra cui spiccano quelli di Orazio de Ferrari.&nbsp; Attraverso la galleria degli specchi si accede ai grandi appartamenti, alla sala blu e alla sala del trono dal soffitto dipinto dove si svolgono i ricevimenti ufficiali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sala del trono, nel suo splendore \u00e9 la&nbsp; pi\u00f9 significativa della visita. In questo luogo il primo luglio 2011 il principe Alberto e Charlene si sono sposati civilmente. Il trono tuttavia in quanto tale \u00e9 poco usato, l\u2019ultima volta \u00e9 stato il 12 luglio 2005 per l\u2019incoronazione del Principe.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sale vi sono i ritratti dei principi: molto \u201cgettonato\u201d dai turisti \u00e9 il quadro che rappresenta la Principessa Grace con la famiglia dipinto dal famoso ritrattista americano, Ralf Wolfe Covan, quello che ha fatto il ritratto a tanti potenti della terra ( opera recente il ritratto di Donald Trump).<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2\u2019 pure ammirare il ritratto scultura del viso del principe in oro (Un prince en or massif) opera dello scultore americano Barry X Ballv&nbsp; (Pasadena California 1955). Ritratto in fili&nbsp; d\u2019oro intrecciati, allegorico, opera tecnologica informatica. Il realizzatore \u00e9 una azienda italiana di gioielleria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono tante sale tipo una infilata nell\u2019altra fino ad arrivare alla sala del trono.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune sale hanno rilevanza speciale: la sala York \u00e9 cosi chiamata perch\u00e9 ha ospitato il fratello del Re d\u2019Inghilterra, il duca di York che in viaggio verso Genova si era ammalato gravemente ed era stato curato ed alloggiato con cura dal Principe Onorato III, fino alla sua morte. Da allora nacquero le buone relazioni fra le due case regnanti.(1767)<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sala dedicata a Luigi XIII, nel 1947, ha dormito per una notte Angelo Giuseppe Roncalli, nunzio apostolico della Santa sede a Parigi, che sarebbe poi diventato Papa Giovanni II.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto l\u2019insieme, corridoi sale e saloni sono abbelliti da tappeti e mobili preziosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono&nbsp; presenti tante opere e&nbsp; interessanti ritratti di artisti di epoca barocca&nbsp; fra i quali segnaliamo &nbsp; Hyacinthe Rigaud, Philippe de Champaigne&nbsp; , Jean Baptiste&nbsp; Van Loo, e il gi\u00e0 citato Orazio de Ferrari.<\/p>\n\n\n\n<p>Paraventi da una parte all\u2019altra della gallerie ci fanno tuttavia capire che il palazzo \u00e9 abitato ed \u00e9 perfino possibile incrociare il principe.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti questo \u00e9, forse, l\u2019unico&nbsp; luogo dove si pu\u00f2\u2019 visitare la dimora di un capo di stato quando questo \u00e9 presente .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Usciti dal palazzo con una lunga passeggiata a piedi si arriva alla Condamine. Oppure continuate la passeggiata, attraversate il villaggio, pieno di negozi, negozietti, dove si vendono articoli per turisti, magliette, artigianato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ci sono tanti ristoranti, pizzerie, tutti molto italianizzanti, ma anche fornai ( boulangers) che offrono specialit\u00e0 monegasche e liguri, pane appena sfornato, dolci tipici. Riprendete l\u2019auto, se siete venuti in auto, seguite l\u2019indicazione <em>Port<\/em> e vi trovate a <em>La Condamine<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per lasciare l\u2019auto ci sono vari parcheggi, seguire le indicazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>La Condamine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel Medioevo, questo termine indicava le terre coltivabili ai piedi di un villaggio o di un castello, mentre oggi indica il&nbsp; quartiere commerciale tra la Rocca e Montecarlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il porto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il porto \u00e8 fiancheggiato da una passeggiata e uno spiazzo lungo e largo dove spesso vengono organizzati manifestazioni, fiere, spettacoli all&#8217;aperto; \u00e8 il luogo popolare di Monaco.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Venne progettato dal Principe Alberto I, mentre Ranieri III vi ha aggiunto una piscina olimpionica. Durante l&#8217;alta stagione vengono organizzate alcune escursioni nel mare.&nbsp; All\u2019estremit\u00e0&nbsp; del Boulevard Albert I, una valle, attraversata da un viadotto, separa La Condamine dal resto della citt\u00e0.&nbsp; Qui \u00e9 il confine&nbsp; con Monte-Carlo e in fondo ad essa si trova la chiesa di Santa Devota.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal porto si ammirano le barche lussuose. L\u2019 aristocrazia dei panfili e dei motoscafi. Sul porto si trova lo yacht-club, uno dei pi\u00f9 prestigiosi del mondo, grazie anche alla nuova sede, completata nel 2015, opera di Lord Norman Foster, architetto di fama&nbsp; che ha qui realizzato un&#8217;opera straordinaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Contiguo si trova un locale di notevole interesse il WINE PALACE;&nbsp; si autodefinisce wine cellar, cantina ed enoteca , ma si tratta invece di un vero tempio dedicato al vino: 2300 articoli, il meglio della produzione enologica soprattutto francese, \u00e7a va sans dire, ma anche del resto del mondo, naturalmente anche tanti vini italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi ha la passione per la cultura del vino suggeriamo pure una visita, qui in la Condamine, in una&nbsp; stradina fuori mano,&nbsp; Rue Baron de Sainte Suzanne, di una cantina antica, scavata in parte nella roccia dove ancora si possono ammirare attrezzi per fare il vino: Les Grands Chais Monegascques, naturalmente anche qui tutti i grandi vini.<\/p>\n\n\n\n<p>Chai, \u00e9 una antica parola francese per designare l luogo dove si teneva o si elaborava il vino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chiesa di Santa Devota (<\/strong><em>Eglise Ste. D\u00e9vote<\/em><strong>)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa \u00e8 legata alla leggenda della Santa Patrona, che sub\u00ec il martirio in Corsica nel III secolo d.C. Venne eretta nel 1870 sui resti di una antichissima cappella dedicata a S. Devota, costruita sul luogo della sua sepoltura. All\u2019interno si trovano un altare di marmo e quadri del XVIII secolo. Di recente, Claude Gautier, pittore monegasco, ha fatto dono la chiesa di due quadri sul martirio della santa.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa chiesa, di solito, durante la prima domenica del mese, si svolge la messa in italiano per gli italiani.&nbsp; E\u2019 una occasione&nbsp; d&#8217;incontro della comunit\u00e0. E siamo arrivati a Monte-Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Monte-Carlo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome evoca il casin\u00f2, ma anche il maestoso scenario dei palazzi, delle stupende ville, dei negozi lussuosi, delle terrazze fiorite, degli alberi e delle piante rare che abbelliscono la citt\u00e0. Monte- Carlo offre inoltre ai suoi visitatori attrazioni di ogni tipo e per ogni gusto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Casin\u00f2&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il casin\u00f2 \u00e8 circondato da stupendi giardini e situato su una magnifica terrazza, da cui si ammira un vasto panorama da Monaco a Bordighera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I giardini, abbelliti da Hexa Grace, dall\u2019opera di lava smaltata di Vasarely, sono situati sui tetti del complesso residenziale di Les Sp\u00e9lugues. Al momento in cui scriviamo,estate 2018, queste bellezze sono difficili da ammirare; sono in corso lavori di ampliamento del grand hotel de Paris e il rifacimento dell&#8217;intera zona.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;edificio del casin\u00f2 comprende varie sezioni: la pi\u00f9 antica venne realizzata nel 1878 da Charles Garnier, l&#8217;architetto dell&#8217;Opera di Parigi. La parte pi\u00f9 recente risale al 1910. Di fronte all&#8217;ingresso principale si trova il teatro e, a sinistra, le sale del gioco, impreziosite da sontuose decorazioni. Per prima cosa si incontrano le sale pubbliche, che una piccola galleria separa dai locali del circolo privato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle ore 09 alle 12 i locali sono aperti per visite turistiche- culturali con possibilit\u00e0 di vedere le sale quando non si gioca. I visitatori ricevono una guida e basta una mezz\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Per giocare invece bisogna aspettare mezzogiorno,&nbsp; avere almeno 18 anni ed esibire una carta di identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Si esige pure una tenuta vestimentaria corretta, con giacca e cravatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune sale, ce ne sono diverse, sono accessibili gratuitamente, in altre \u00e9 necessario pagare un biglietto di ingresso ( 10 euro ), altre ancora, quelle private, sono riservate ai clienti del Circolo Monte-Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Uno scalone monumentale conduce&nbsp; ai locali dove si trova un Night club e&nbsp; la sala del teatro, di Charles Garnier, scena dei famosi balletti russi, fondati a San Pietroburgo nel 1909 da Diaghilev e trasferitisi a Monte-Carlo dopo la rivoluzione. La Compagnia, che divenne un punto di riferimento per le avanguardie artistiche di tutto il mondo, fu sciolta nel 1962.<\/p>\n\n\n\n<p>A destra e a sinistra del Casino&#8217; vi sono l&#8217;Hotel de Paris e il Caf\u00e9 de Paris.<\/p>\n\n\n\n<p>Grande albergo , grandi ristoranti e brasserie , par dormire e mangiare, ma soprattutto destinazioni simbolo di Monte- Carlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le spiagge<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte orientale del Principato si trovano i prestigiosi impianti del Larvotto costruiti su un terreno strappato al mare, con spiagge artificiali, piscine, palazzi moderni , stabilimenti balneari, come quello dello Sporting Club e del Grimaldi Forum.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A ridosso di questa imponente costruzione sorger\u00e0 entro il 2025 la nuova estensione in mare. I lavori sono gi\u00e0 cominciati, ma non si vedono ancora. Si notano le navi\/laboratorio cha danno assistenza ai lavori sottomarini.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada che costeggia il mare, il lungomare che evoca, con i suoi grattacieli ed edifici moderni&nbsp; le&nbsp; lussuose localit\u00e0 turistiche americane, si chiama per l&#8217;appunto Avenue Princesse Grace.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ricordiamo la principessa Grace.<\/p>\n\n\n\n<p>Grace Kelly nacque Filadelfia il 12 novembre 1929, terzogenita di quattro figli. Dopo aver frequentato l\u2019accademia di New York, inizi\u00f2 a lavorare come attrice per la televisione e il teatro. Il suo primo successo cinematografico fu il film Mezzogiorno di Fuoco (1952) di Fred Zinnemann.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Recit\u00f2 poi&nbsp; in&nbsp; film, diventati dei classici come La Finestra sul Cortile (1954) e Caccia al Ladro (1955), quest&#8217;ultimo girato interamente nel sud della Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Al Festival Internazionale del Cinema di Cannes, Grace conobbe il Principe Ranieri di Monaco e nell\u2019aprile 1956, lo spos\u00f2 e divenne Principessa. Da questo matrimonio nacquero Caroline, Albert, Stephanie. La sua vita fini tragicamente nel 1982 quando, sulla fatale Grande Comiche, l&#8217;auto su cui viaggiava con Stephanie uscii di strada e si schianto sulla scogliera.<\/p>\n\n\n\n<p>La gita pu\u00f2 ancora continuare, ma ad un certo punto bisogna pure andare a pranzo:<\/p>\n\n\n\n<p>la scelta del posto \u00e9 vasta, ma per gustare lo spirito&nbsp; del luogo, e se \u00e9 la prima volta che venite, occorre andare al Caf\u00e9 de Paris. Questo \u00e9 il luogo \u201ctipico\u201d di Monte-Carlo:&nbsp; considerate questa sosta come meta turistica, storica culturale: qui furono inventate le \u201ccr\u00eapes Suzette\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si trova li dal 1868 e si chiamava allora&nbsp; \u201cCaf\u00e9 Divan\u201d. In seguito \u00e9 stato ampliato e ristrutturato pi\u00f9 volte e conserva tuttora la sua impronta \u201cBelle Epoque\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il pranzo si pu\u00f2\u2019 indugiare allo shopping o \u201cfaire du l\u00e8che-vitrine\u201d alle gallerie del&nbsp; Metropole, dove ci sono ben 80 negozi, inclusa la FNAC,&nbsp; qualora cerchiate un libro sul Principato. Ci sono pure, tutti in uno spazio vicino, il Cercle d\u2019or, le gallerie del Park Palace, boulevard des Moulins&nbsp; e tanto altro, fra cui&nbsp; Les Pavillons , strutture \u201cprecarie\u201d che ospitano&nbsp; le grandi&nbsp; firme e tante boutique \u201csfrattate\u201d dai lavori in corso per rifare il quartiere. Inaugurato poi nel febbraio 2019 col nome One Monte-Carlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Li si trovano, fra altri, Vuitton, Cartier, Bulgari, Bottega Veneta, Dior, negozi di antiquariato.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Larvotto, come abbiamo visto, ci sono le spiagge per i bagni e il sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosi finisce la gita giornaliera, ma il luogo merita un soggiorno pi\u00f9 lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche giorno, e notte, nel Principato : il sito da visitare : it.montecarlosbm.com<\/p>\n\n\n\n<p>Per conoscere Monaco bisogna comunque abitarvi qualche giorno, visitare pi\u00f9 volte la Rocca, indugiare nei mercatini, assaporare la vita notturna, provare le varie proposte culinarie, esplorare comunque un mondo che in due chilometri quadrati vi offre il castello e il borgo medievale, opifici industriali verticali, grattacieli avveniristici, porti turistici, esempi di vita operosa, aziende hight-tech ed ostentazioni di lusso, mondanit\u00e0&nbsp; e cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e9 una intensa vita notturna, ma con tanta sicurezza e senza eccessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono quattro casino\u2019, non solo quello che abbiamo richiamato pi\u00f9 volte (casinomontecarlo.com), ma anche quello del Caf\u00e9 de Paris, il SUN CASINO al Fairmont e il BAY CASINO , al Monte-Carlo Bay Hotel &amp; Resort.<\/p>\n\n\n\n<p>Discoteche e night-club, lounge bar e ristoranti all\u2019aperto&nbsp; per godere le serate della lunga estate sono numerosi ed accoglienti in uno spazio piccolo e comodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Merita di essere citato il JIMMY\u2019S ( le Sporting Club Monte-Carlo, 26 Avenue Princesse Grace) luogo mitico per nottambuli alla moda e festaioli vari :&nbsp; apre dal gioved\u00ec alla domenica dopo le 23,30. Oltre al centro di Monte -Carlo vi \u00e9 un altro posto di aggregazione per chi ama fare tardi: la zona del porto, Port Hercule, sul Quai Antoine dove i locali hanno assonanza americana ed attirano un pubblico giovane e variegato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. Gli italiani e il Principato di Monaco: miti e realt\u00e0 di una storia ignorata.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Testo pubblicato nel Rapporto &#8220;Italiani nel Mondo 2015&#8221; .<\/h2>\n\n\n\n<p>Sono ormai innumerevoli gli studi sull\u2019emigrazione italiana del passato e del presente ma, tra tante ricerche, indagini e pubblicazioni, \u00e8 raro trovare uno studio che abbia come oggetto la presenza degli italiani nel Principato di Monaco. La cosa sorprende perch\u00e9 si tratta invece di una emigrazione importante per diversi motivi e caratteristiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo Stato monegasco, prima Signoria feudale e poi Principato dal 1641, ha origini antichissime. Fu fondato, nel 1297, da una famiglia di ghibellini genovesi che tuttora lo governa e fino al 1860 includeva anche Mentone e Roccabruna. Si trattava di una piccola entit\u00e0 sovrana, che, pur protetta da una potenza straniera, la Francia, si inseriva nell&#8217;insieme degli Stati italiani, enclave nel regno di Sardegna fino a quando la Contea di Nizza venne annessa all&#8217;Impero dei Francesi (1860). Di questo parlano i libri di storia e al Principato di Monaco \u00e8 riservato lo spazio che gli spetta, naturalmente nelle dovute proporzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il Principato di Monaco \u00e8 uno Stato prospero di quasi 37 mila abitanti in una superficie di 202 ettari, incuneato nel dipartimento francese delle Alpi Marittime (capoluogo Nizza) a 12 chilometri dal confine italiano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il potere politico ed istituzionale \u00e8 esercitato da una famiglia di principi regnanti, sempre la stessa dal 1297, che assicura benessere ai sudditi . Si parla spesso, infatti, di principi e principesse, di matrimoni e di nascite, di amori, di feste, di auto da corsa, di barche lussuose. Vi sono pure gli eredi al trono, Jaques e Gabriella, gemellini venuti alla luce negli ultimi giorni del 2014; sono stati presentati al popolo monegasco dal padre, Alberto II, e dalla madre, principessa Charlene, con grande solennit\u00e0 il 7 gennaio 2015. L\u2019evento \u00e8 per\u00f2 passato in ombra a causa del contemporaneo attacco terroristico subito dalla capitale francese contro la redazione di <em>Charlie Hebdo<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il clima nel Principato di Monaco \u00e8 dolce, bel tempo quasi tutto l&#8217;anno, atmosfera piacevole, localit\u00e0 amena, tanto mare, fisco leggero, burocrazia efficiente, polizia onnipresente dal volto umano, massima sicurezza per tutti, tolleranza zero per chi non rispetta le regole, soprattutto per chi parcheggia fuori dalle strisce .<\/p>\n\n\n\n<p>Monaco \u00e8 pertanto il luogo in cui risiedono tante persone agiate e titolari di ingenti patrimoni. Ci sono molti ricchi e qualche super ricco, ma una cosa che viene spesso dimenticata e non viene fatto oggetto di servizi giornalistici o di inchieste approfondite \u00e8 il fatto che in questo luogo soprattutto si lavora.<\/p>\n\n\n\n<p>I residenti sono, come detto, quasi 37 mila distribuiti in poco pi\u00f9 di due chilometri quadrati, ma i salariati, cio\u00e8 quelli che prendono uno stipendio escludendo imprenditori e titolari di impresa, sono oltre 50 mila.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta soprattutto di pendolari, dalla Francia circa 36 mila e dall&#8217;Italia oltre 3 mila. Questa presenza cos\u00ec cospicua di persone in movimento giornaliero in un\u2019area di dimensioni cos\u00ec ridotte crea molti problemi di traffico,&nbsp; ma da Beausoleil, comune contiguo, ci si arriva anche a piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>La penuria di spazio provoca l\u2019elevato costo delle case e degli uffici \u2013 da 20 mila a 50 mila euro al metro quadro \u2013 al pari di altri posti famosi nel mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Monaco ci sono circa 5 mila imprese di tutte le dimensioni: grandi, piccole, piccolissime e tante filiali di multinazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono aziende ad alto contenuto tecnologico, ma anche artigiani, fornai, venditori di frutta e verdura, pasticcieri, cioccolatai, sartine, muratori, imbianchini, meccanici e venditori ambulanti . Molti di questi sono italiani, cos\u00ec come italiane sono le pi\u00f9 importanti imprese di costruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che occorre sottolineare in un momento di generale crisi occupazionale \u00e8 che in questo paese praticamente non c&#8217;\u00e8 disoccupazione; vi sono tante opportunit\u00e0 per trovare impieghi qualificati e per avviare e acquisire attivit\u00e0 imprenditoriali. Gli stipendi, poi, sono pi\u00f9 elevati che in Italia e in Francia; non si pagano imposte personali sul reddito \u2013 a meno di non essere residenti di nazionalit\u00e0 francese \u2013 ma sono dovuti i contributi sociali che garantiranno adeguate e sicure pensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Principato \u00e8 uno Stato sociale, ma non si pensi a Las Vegas, cio\u00e8 come la citt\u00e0 del gioco. Tutti i settori economici sono ben rappresentati ad esclusione naturalmente dell&#8217;agricoltura, anche se la cura dei giardini \u00e8 diffusa grazie alla presenza di ben 600 giardinieri che si occupano degli spazi verdi pari al 22% del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Uno sguardo al sistema economico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;industria del gioco \u00e8 attualmente una parte insignificante del bilancio dello Stato: appena il 4% su un totale di circa un miliardo di euro di entrate fiscali annue. Le spese dello Stato sono pi\u00f9 o meno equivalenti e gli eventuali deficit sono colmati attingendo ad un fondo di riserva. Non esiste debito pubblico, ma&nbsp; un fondo accumulato nel tempo che \u00e8 un pilastro dell&#8217;economia del paese. Le entrate dello Stato sono garantite dalla TVA che \u00e8 equivalente a quella pagata in Francia, dalle imposte sulle imprese esportatrici: le aziende il cui fatturato all&#8217;estero eccede il 25% pagano una imposta sul reddito del 33%.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono poi i proventi del gioco, le transazioni immobiliari, i monopoli&nbsp; ed altri introiti. Non vi sono imposte personali sul reddito e sulla propriet\u00e0. Per i redditi provenienti dall&#8217;Italia si pagano, invece, imposte allo Stato italiano cos\u00ec come accade per le pensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giro d&#8217;affari dell&#8217;attivit\u00e0 economica del Principato \u00e8 di circa 15 miliardi di euro e il PIL \u00e8 di 4 miliardi e mezzo.<span title='\u00a0Si tratta di cifre, relative al 2014, ancora ufficiose nel momento in cui si scrive.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>\u00a0Si tratta di cifre, relative al 2014, ancora ufficiose nel momento in cui si scrive.<\/span><\/span> Il Principato \u00e8, dunque, uno Stato prospero, che resiste alla crisi. L&#8217;industria manifatturiera, tuttavia, ha qualche difficolt\u00e0: gli operai calano mentre aumentano gli occupati nei servizi. Gli imprenditori lamentano il poco spazio fisico disponibile per eventuali ampliamenti e gli alti costi delle aree. Si parla da tempo di uno spazio \u201cfranco\u201d per le imprese monegasche in territorio italiano a Ventimiglia, ma al momento non vi \u00e8 nulla di concreto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vivere nel Principato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Monaco \u00e8 un luogo di intensa attivit\u00e0 economica, inserita nell\u2019economia globale. Non \u00e8 un paradiso fiscale nel senso dispregiativo del termine ed infatti non corrisponde a nessuno dei criteri con i quali questi vengono definiti.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Assenza di fiscalit\u00e0. Il Principato vive su imposizioni fiscali come TVA (IVA) e la IBS (imposta sul reddito delle imprese) nonch\u00e9 sui diritti di registrazione sulle transazioni immobiliari.<\/li><li>Assenza di trasparenza. La Banca di Francia controlla il sistema bancario.<\/li><li>Assenza di scambio di informazione. Il Principato ha sottoscritto varie decine di accordi bilaterali e tanti altri sono in corso di negoziato fra cui quello con l&#8217;Italia.<\/li><li>Assenza di economia reale. L\u2019economia monegasca \u00e8 ben reale, come visto dai dati: il PIL \u00e8 di 4,9 miliardi di euro annui (dati 2013) e d\u00e0 lavoro a 50.792, di cui 46.600 nel settore privato e 4.192 nella funzione pubblica).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Esistono anche i Sindacati dei lavoratori e non sono mancati rari scioperi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli stranieri ottengono la residenza dimostrando di usufruire di un alloggio, di propriet\u00e0 o in affitto, di avere mezzi di sussistenza e fedina penale pulita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Principato vivono italiani pensionati benestanti ed altri che hanno fatto fortuna in paesi lontani e si stabiliscono a Monaco per essere vicini all&#8217;Italia evitando l&#8217;\u201cinferno fiscale e burocratico\u201d del loro amato paese di origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 solo vita mondana dovuta alla presenza di una corte e di ricorrenti avvenimenti sportivi ed agonistici. Vi \u00e8 una intensa vita culturale, mostre, spettacoli, concerti, presentazioni di libri, conferenze, seminari religiosi, incontri letterari. Importante \u00e8 l&#8217;Opera, per il Balletto vi \u00e8 una tradizione ai pi\u00f9 alti livelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli italiani fanno parte integrante di questa vita, si frequentano fra di loro, ma frequentano pure gli immigrati di altre nazionalit\u00e0. Di solito parlano disinvoltamente francese e spesso pure inglese, ma coltivano e diffondono l&#8217;italiano; sono presenti alle manifestazioni culturali, numerose, promosse dall&#8217;Ambasciatore durante <em>La Settimana della lingua italiana<\/em> che qui diventa il <em>Mese della Lingua e Cultura Italiana<\/em>. Durante tutto l&#8217;anno, tuttavia, si hanno presentazioni di libri nei periodici \u201cincontri con l&#8217;autore\u201d promossi dalla giornalista Luisella Berrino di RadioMonteCarlo, emittente radiofonica in lingua italiana. Incontri letterari hanno pure luogo nel salone della Libreria e Biblioteca \u201cScripta Manent\u201d, di propriet\u00e0 di italiani che sono pure editori de <em>l&#8217;Editoriale<\/em>, periodico in lingua italiana per gli italiani di Monaco.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono attivi e presenti il Comites, la Dante Alighieri e l&#8217;Accademia della cucina italiana. Il Comites, in particolare, organizza la grande festa degli italiani per Natale a cui partecipano migliaia di persone, italiani e di origine italiana, alla presenza dell&#8217;ambasciatore, del Principe e dell\u2019Arcivescovo. La Dante Alighieri propone conferenze, viaggi culturali in Italia, spettacoli e corsi di lingua italiana. L&#8217;Accademia Italiana della Cucina presenta, invece, cene di alto livello con prodotti italiani e viaggi nella cultura enogastronomica dell\u2019Italia. A questi eventi partecipano molti monegaschi, spesso il principe e le principesse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli italiani ora ed allora<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli italiani sono 7.765, il 20% circa della popolazione residente. Tanti risultano gli iscritti all&#8217;A.I.R.E. alla fine del 2014: cifre ufficiali comunicate a chi redige queste note dall&#8217;Ambasciata Italiana. Gli iscritti nell&#8217;ultimo anno sono 572.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La presenza degli italiani nel Principato \u00e8 sempre stata imponente e per lunghi decenni gli italiani sono stati la maggioranza relativa dei residenti. Quando Monaco nel 1860 venne ridotta ai confini attuali, gli abitanti, quasi tutti monegaschi, erano solo 1.200. Poi ci fu l&#8217;\u201cinvenzione\u201d di Monte-Carlo e da allora ebbe inizio uno straordinario sviluppo che fu soprattutto immobiliare grazie al grande successo di questa nuova meta turistica dove si combinavano gioco, cure termali, bagni, vacanze di lusso e \u201cglamour\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Monte-Carlo era stata fondata nel 1868, sulla collina rocciosa de \u201cLes Spelugues\u201d ed aveva preso questo nome da quello del Principe regnante di allora, Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Furono gli italiani a costruirla materialmente, pietra su pietra, mattone su mattone scavando nella roccia, estirpando le piante, curando i giardini. Italiani erano gli addetti ai servizi e lavoravano nelle case e negli alberghi. Provenivano dalle vicine regioni del Piemonte e della Liguria e proprio da questa regione veniva Ludovico Pastor, muratore capomastro, nel 1880 per cercare fortuna con la moglie e figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Un incidente stronc\u00f2 la vita di Ludovico e la moglie per tirare avanti cerc\u00f2 lavoro come domestica mentre il figlio Jean-Baptiste divenne muratore a soli tredici anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l&#8217;inizio di una grande epopea imprenditoriale; i Pastor contribuirono in maniera massiccia allo sviluppo del Principato; costruirono, tra le tante opere, la Cattedrale e il Museo Oceanografico; oggi la famiglia Pastor \u00e8 la pi\u00f9 importante di Monaco, per ricchezza e posizione sociale, dopo quella del Principe.<span title='La famiglia Pastor, nel maggio 2014, \u00e8 stata al centro di un clamoroso fatto di cronaca nera: H\u00e9l\u00e8ne Pastor, 77 anni, una della eredi della famiglia \u00e8 stata assassinata a Nizza. Il mandante del delitto \u00e8 ritenuto, dagli inquirenti, il compagno-convivente della figlia. Il processo al momento in cui scriviamo non ha ancora avuto luogo.' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>La famiglia Pastor, nel maggio 2014, \u00e8 stata al centro di un clamoroso fatto di cronaca nera: H\u00e9l\u00e8ne Pastor, 77 anni, una della eredi della famiglia \u00e8 stata assassinata a Nizza. Il mandante del delitto \u00e8 ritenuto, dagli inquirenti, il compagno-convivente della figlia. Il processo al momento in cui scriviamo non ha ancora avuto luogo.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>La popolazione crebbe in fretta provenendo, oltre che dall&#8217;Italia, da luoghi vicini come la Provenza, le Alpi, Nizza e dintorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli abitanti erano 3.443 nel 1868, 15.500 a fine secolo e alla vigilia del primo conflitto mondiale quasi 20.000. Nel 1913 Monte-Carlo era all&#8217;apogeo della sua fortuna: turisti e villeggianti, ignari di quello che sarebbe successo nell&#8217;anno successivo, si godevano la vita . La \u201cBelle Epoque\u201d lanciava i suoi ultimi bagliori.<\/p>\n\n\n\n<p>La popolazione era allora come adesso cosmopolita: monegaschi (1.568), francesi (8.497), italiani (9.688, il 47% di tutta la popolazione), tedeschi (769), austriaci (358) e inglesi (572).<\/p>\n\n\n\n<p>Durante gli anni della grande guerra la popolazione residente si ridusse, ma la proporzione degli italiani rispetto al totale della popolazione rimase pi\u00f9 o meno la stessa. Fra le due guerre aumentarono i britannici e poi, durante e a seguito della Seconda guerra mondiale, gli italiani calarono di molto: nel 1946, su una popolazione di 19 mila residenti, gli italiani erano poco pi\u00f9 di 5 mila, i francesi 10.500 e i monegaschi quasi 2 mila.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la Seconda guerra mondiale il Principato si trov\u00f2 in una situazione molto complessa a causa della sua neutralit\u00e0 formalmente rispettata, ma sottoposta a fortissime pressioni prima da parte dell&#8217;Etat Fran\u00e7ais, lo Stato di P\u00e9tain, che aveva sostituito la Repubblica che collaborava con i servizi segreti tedeschi. Poi ci fu l&#8217;occupazione italiana, dal novembre 1942 al settembre 1943, quando furono sostituiti dai tedeschi. Gli italiani, in quel periodo, che occupavano anche la Costa Azzurra, si distinsero perch\u00e9 cercarono di salvare gli ebrei dalle persecuzioni naziste e fecero in modo che a Monaco e in quel brandello di Francia ci fosse l&#8217;unico spazio dell&#8217;Europa occupata dai nazisti in cui gli ebrei ed altri perseguitati potessero trovare rifugio.<\/p>\n\n\n\n<p>La storiografia in lingua francese documenta questi fatti ed una lapide nel cimitero di Monaco, in memoria delle vittime del nazismo, ricorda come durante l&#8217;occupazione italiana nessun ebreo fu deportato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cronache ricordano un certo padre Arici, parroco presso la cappella del Sacro Cuore, che mise un grande impegno nel salvare vite umane organizzando false conversioni al cattolicesimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Domenica primo febbraio 2015 \u00e8 uscito nell&#8217;edizione di Monaco di <em>Nice-Matin<\/em>, il quotidiano della Costa-Azzurra, una rievocazione storica dei tragici anni 1939\/1945. L&#8217;occupazione italiana viene ricordata cosi come viene confermata la volont\u00e0 degli italiani di contrastare la persecuzione degli ebrei da parte dell&#8217;esercito nazista. Il quotidiano riporta pure una frase del generale Capo d&#8217;Armata italiano, Ugo Cavallero, a quei tempi in Francia: \u00abLe violenze contro gli ebrei non sono compatibili con l&#8217;onore dell&#8217;esercito italiano\u00bb.<span title='Pierre Abramovici&#8221; Un Rocher bien occup\u00e9&#8221; SEUIL 2001.' class='inline-footnote' style=''>3<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Pierre Abramovici&#8221; Un Rocher bien occup\u00e9&#8221; SEUIL 2001.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 facile immaginare i fatti bellici e post-bellici ridimensionarono il numero degli italiani a Monaco che comunque si attestarono, pi\u00f9 o meno, sul 20% della popolazione residente, percentuale uguale a quella di oggi: oltre 7 mila persone su quasi 40 mila.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1946 in poi i francesi sono maggioritari e per molto tempo hanno costituito oltre il 50% dei residenti senza contare i &#8220;pendolari&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tempo si \u00e8 compiuta la mutazione &#8220;genetica&#8221; degli italiani di Monaco, non pi\u00f9 lavoratori di vari livelli che costituivano gli strati inferiori della societ\u00e0 monegasca, ma ceto medio allargato in alto e in basso. Nel campo delle costruzioni non pi\u00f9 solo muratori, capomastri e imbianchini, ma titolari di aziende, ingegneri, architetti, promotori immobiliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ricorda, a tal proposito, che la Principessa Carolina, sorella maggiore dell&#8217;attuale principe sovrano, \u00e8 stata sposata,&nbsp; con Stefano Casiraghi, fino alla sua morte prematura nel corso di un incidente nautico (ottobre 1990). I Casiraghi sono una famiglia di costruttori originari della provincia di Como, tuttora operanti nel Principato ed altrove tramite la ENGECO (Entreprise G\u00e9n\u00e9rale de Construction).<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 degli italiani si estendono in tutti i settori: essi possiedono bar, ristoranti, caff\u00e8 e negozi di ogni tipo; si trovano in societ\u00e0 di intermediazione, in agenzie immobiliari. Sono broker importanti ed assicuratori, banchieri e bancari, quadri a tutti i livelli nel settore alberghiero .<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2003 su iniziativa di un gruppo di uomini d&#8217;affari, con l&#8217;aiuto e l&#8217;assistenza del consolato italiano (poi divenuta ambasciata) viene fondata l&#8217;Associazione Italiana degli Imprenditori Italiani del Principato di Monaco.<span title='Si veda: www.aiim.asso.mc.' class='inline-footnote' style=''>4<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Si veda: <a href=\"http:\/\/www.aiim.asso.mc\/\">www.aiim.asso.mc<\/a>.<\/span><\/span> Gli iscritti sono circa 200 e accoglie anche alcune aziende e personalit\u00e0 italiane che non sono stabilite nel Principato, ma che vogliono esservi comunque rappresentate. Gli imprenditori italiani si ritiene siano circa un migliaio, non esiste un calcolo preciso perch\u00e9 a Monaco le aziende non sono naturalmente censite per nazionalit\u00e0, e sono pure largamente rappresentati nella locale \u201cConfindustria\u201d (Federation des entreprises mon\u00e9gasques).<span title='Si veda: www.fedem.mc' class='inline-footnote' style=''>5<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Si veda: <a href=\"http:\/\/www.fedem.mc\/\">www.fedem.mc<\/a><\/span><\/span> Le imprese iscritte al registro del commercio sono 4.497<span title='Dati 2015 del Registre du Commerce.' class='inline-footnote' style=''>6<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Dati 2015 del Registre du Commerce.<\/span><\/span> e l&#8217;apporto delle attivit\u00e0 riferibili a italiani o a capitale italiano \u00e8 stimato quasi un terzo del PIL prodotto annualmente nel Principato. Il PIL del 2013, riferisce la stessa fonte, \u00e8 di 4,94 miliardi, 64.082 euro pro-capite.<\/p>\n\n\n\n<p>Tante sono le realt\u00e0 significative italiane nell\u2019economia monegasca; ne ricordiamo qualcuna senza avere la pretesa di essere esaustivi. Abbiamo gi\u00e0 accennato ai Pastor, naturalmente ora non pi\u00f9 italiani, ma naturalizzati monegaschi da tempo. Tra le pi\u00f9 importanti aziende di costruzioni a Monaco merita una segnalazione il gruppo Marzocco.<\/p>\n\n\n\n<p>I Marzocco sono una famiglia numerosa operante fin dagli anni Ottanta ed, al momento, stando portando a termine la loro opera pi\u00f9 prestigiosa: la Tour Odeon. Struttura imponente ed armoniosa, gi\u00e0 si intravede da lontano quando si prende la bretella che dall&#8217;autostrada (A 8 autoroute de l&#8217;Esterel)porta a Monte-Carlo. Alta 170 metri, la torre sar\u00e0 la costruzione pi\u00f9 elevata della Costa Azzurra e sovraster\u00e0 tutto il Principato.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro settore dove la presenza italiana \u00e8 imponente \u00e8 quella dei cosiddetti \u201cmestieri del mare\u201d: cantieristica, gestione e manutenzione di navi ed imbarcazioni varie, crociere, brokeraggio, assicurazioni marittime, ecc. L&#8217;organizzazione imprenditoriale che raggruppa le imprese di questo settore \u2013 Chambre monegasque du Shipping de Monaco \u2013 \u00e8 composta in gran parte da italiani e da loro diretta. Segnaliamo, a tal proposito, un&#8217;azienda di Monaco un po&#8217; speciale la ES-KO International diretta dall&#8217;italiano Franco Zanotti. L&#8217;impresa opera in tutto il mondo e si occupa di fornire logistica, servizi, assistenza, materiale speciale e sanitario, catering ad organizzazioni che operano in situazioni disagiate ed isolate.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Principato ci sono tante banche, le pi\u00f9 importanti nel mondo, oltre quaranta sportelli. Fino a venti anni fa la presenza italiana era rilevante anche in questo settore; in seguito, le grandi banche italiane si sono ritirate. \u00c8 arrivata per ultima, ed \u00e8 ben presente ancora, la Banca Popolare di Sondrio. Mediobanca \u00e8 l&#8217;azionista della Compagnie Monegasque de Banque, storico istituto di credito monegasco.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle Banche di Monaco vi \u00e8 personale italiano a tutti i livelli, dal consigliere delegato all&#8217;addetto al ricevimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono pure tre farmacie (su diciassette in tutto) di propriet\u00e0 e gestite da italiani. La Pharmacie de Fontvieille \u00e8 la pi\u00f9 grande del Principato e forse di tutta la Costa Azzurra; essa impiega circa 40 persone e il suo proprietario e direttore \u00e8 Antonio Sillari, italiano di Reggio Emilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono tuttavia questi i settori di diffusa presenza degli italiani: \u00e8 la ristorazione dove si sono affermati in maniera preponderante.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;ufficio turistico di Monaco sono disponibili ad uso dei visitatori alcune guide. In una di queste sono descritti i ristoranti classificati tali secondo alcuni criteri di carattere generale. Sono in tutto 108 i locali segnalati; una quarantina circa ha una impronta ed un nome decisamente italiano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cucina di tutto il principato \u00e8 decisamente italianizzata anche se dichiarata mediterranea. Fa eccezione qualche ristorante asiatico-orientale. Il nome non \u00e8 sempre sinonimo di italianit\u00e0 in quanto ci sono ristoranti dal nome italiano che italiani non sono, oppure denominazioni di assonanza anglo-sassone con un\u2019ambientazione di trattoria. Il fatturato e l&#8217;importanza dell&#8217;industria della ristorazione \u00e8 imponente nel Principato; turisti di passaggio, congressisti, lavoratori frontalieri, colazioni di lavoro e d&#8217;affari, formano un mercato di dimensioni imponenti rispetto ai due chilometri quadrati di superficie del Principato. La grande cucina francese negli alberghi di lusso \u00e8 al meglio: a Monte-Carlo sono presenti due dei mostri sacri di questa tradizione: Alain Ducasse e Jo\u00ebl Robuchon con le loro tavole stellate.<span title='Alain Ducasse, nato nel 1958 nelle Landes (Francia Aquitania) francese naturalizzato monegasco, ha iniziato la sua folgorante carriera di \u201cchef de cuisine\u201d e poi imprenditore nel ristorante Louis XV a Monte-Carlo. Ora \u00e8 una multinazionale con vari interessi i suoi ristoranti nel mondo sono 24, superstellati, e coinvolgono circa 1.400 collaboratori. Si \u00e8 cimentato anche nella cucina italiana a Monte-Carlo con la \u201cTrattoria\u201d e in Toscana a Castiglione della Pescaia con la \u201cTrattoria Toscana\u201d.Jo\u00ebl Rebuchon, Poitier 1945: anche questo \u00e8 un grande personaggio di livello internazionale, imprenditore con una decina di locali nel mondo che tutti insieme hanno raccolto 28 stelle Michelin.' class='inline-footnote' style=''>7<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Alain Ducasse, nato nel 1958 nelle Landes (Francia Aquitania) francese naturalizzato monegasco, ha iniziato la sua folgorante carriera di \u201cchef de cuisine\u201d e poi imprenditore nel ristorante Louis XV a Monte-Carlo. Ora \u00e8 una multinazionale con vari interessi i suoi ristoranti nel mondo sono 24, superstellati, e coinvolgono circa 1.400 collaboratori. Si \u00e8 cimentato anche nella cucina italiana a Monte-Carlo con la \u201cTrattoria\u201d e in Toscana a Castiglione della Pescaia con la \u201cTrattoria Toscana\u201d.<br>Jo\u00ebl Rebuchon, Poitier 1945: anche questo \u00e8 un grande personaggio di livello internazionale, imprenditore con una decina di locali nel mondo che tutti insieme hanno raccolto 28 stelle Michelin.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;appuntamento gastronomico pi\u00f9 importante del Principato \u00e8 quello al \u201cCaf\u00e9 de Paris\u201d, che nel 2015 compir\u00e0 i 150 di esistenza. Si trovava allora, come oggi, accanto al Casino, umile bistrot, ora Brasserie di alto livello, molte volta restaurata, ma che tuttora conserva il fascino della \u201cBelle Epoque\u201d. Vengono serviti mille coperti al giorno, ma nei periodi di punta con prime colazioni, aperitivi, caff\u00e8 in terrazza, spuntini vari, transitano fino a 5 mila persone al giorno. Dirige questo imponente complesso da venti anni un italiano, Stefano Brancato, siciliano di Giarre, a capo di 100 persone in sala, 40 in cucina, 240 in piena stagione.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci sono i tanti italiani, con il padrone in sala e un familiare in cucina. Questo non impedisce ad alcuni di sviluppare, in un territorio cos\u00ec ridotto, piccole catene di ristoranti prestigiosi e specializzati. Tra questi si menzionano di seguito alcuni casi felici.<\/p>\n\n\n\n<p>Riccardo Giraudi, italiano nato a Genova nel 1975, possiede tramite una societ\u00e0 (Monaco Restaurant Group), i ristoranti <em>Avenue 31<\/em>, <em>le Beefbar<\/em>, <em>le Bouchon<\/em>, <em>il Mozza<\/em>, <em>la Sali\u00e8re<\/em>. Recentemente si \u00e8 aggiunto alla lista un prestigioso locale con cucina cinese di alto livello, <em>SONG QI<\/em>. La famiglia Giraudi ha, inoltre, altri interessi in campo agro-alimentare e nell&#8217;importazione e distribuzione di carni.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Forciniti, detto Gigi, laureato in legge a Roma, ha creato il primo ristorante nel 1996: il Planet Pasta. Altri locali sono seguiti fino al prestigioso <em>Zelo&#8217;s<\/em> al Grimaldi Forum. Alle sue dipendenze ci sono tra le 80 e le 100 persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo La Guardia era tenore a Firenze. Arrivato a Monte-Carlo circa venti anni fa ha aperto con il figlio la <em>Vecchia Firenze<\/em>. Canta ancora gratuitamente alla festa nazionale e in chiesa, alla Messa degli italiani. Attualmente \u00e8 a capo di una catena di sette ristoranti, fra cui il <em>Sans Souci<\/em>, ligure-piemontese e il <em>Pulcinella<\/em>, napoletano.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;italiano pi\u00f9 autorevole fra i residenti \u00e8 stato, comunque, Michele Ferrero, \u201c<em>le papa du Nutella<\/em>\u201d come lo chiamava la stampa francese, venuto a mancare il 14 febbraio 2015 all&#8217;ospedale Princesse Grace di Monaco<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scuole ed istruzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema scolastico \u00e8 molto simile a quello francese e ad esso modellato. Tuttavia vi \u00e8 un impegno notevole per lo studio delle lingue, della storia e delle istituzioni monegasche. Fin dalle prime classi si studia il monegasco. Il sistema scolastico e formativo,&nbsp; prevede l\u2019insegnamento precoce dell&#8217;inglese ed altre due lingue straniere, fra le quali di solito vi \u00e8 l&#8217;Italiano. Per gli alunni di lingua materna non francese sono previsti corsi integrativi per il loro rapido inserimento nelle classi normali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il monegasco \u00e8 la lingua degli avi, la lingua parlata da tutti fino all&#8217;avvento dell&#8217;alfabetizzazione di massa a cavallo fra Otto e Novecento. Si tratta di un idioma di origine ligure parlato fin dai primi insediamenti e conservato fino ad oggi. Ridotto a dialetto e minacciato di estinzione, negli anni Venti del Novecento ha inizio un processo di recupero grazie all&#8217;opera di alcuni intellettuali fra cui Louis Notari (1879-1961), ingegnere ed architetto, ma anche poeta in lingua monegasca.<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli anni Settanta il monegasco \u00e8 stato introdotto a scuola come materia obbligatoria. Da dialetto ha quindi assunto il rango di lingua nazionale e da allora sono uscite pubblicazioni, libri, dizionari e grammatiche. Appare oggi nella segnaletica stradale nella citta vecchia e, agli ingressi del Principato, al confine, si legge, oltre la scritta Principaut\u00e9 de Monaco, quella in lingua nazionale <em>Principatu&nbsp; de <\/em>Muneg\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Frequentano le scuole monegasche dalle elementari ai vari licei circa 6 mila&nbsp; alunni,, il 13% dei quali sono italiani ( IMMSEE Statistics) Vi \u00e8 pure un istituto universitario \u2013 The International University of Monaco \u2013 una business school privata di tipo anglosassone che rilascia diplomi tipo Bachelor e Master.<\/p>\n\n\n\n<p>Conclusione<\/p>\n\n\n\n<p>La migliore conclusione a questa breve presentazione degli italiani di Monaco \u00e8 la notizia del 02 marzo: l&#8217;accordo che \u00e8 stato firmato con il Principato, analogamente con quanto fatto con la SVIZZERA&nbsp; e il Lichtenstein, relativo allo scambio di informazioni fiscali. voluta dalla parte pi\u00f9 consapevole degli imprenditori italiani. Questo accordo potr\u00e0 portare ad una pi\u00f9 proficua collaborazione economica.<\/p>\n\n\n\n<p>IL PRINCIPATO DI MONACO NON \u00c8 PI\u00d9 NELLA BLACK LIST.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA &amp; FONTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>IMSEE Statistics. Pubblicazione periodica dell&#8217;ufficio statistico del principato. Disponibile in rete<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.imsee.mc\/\">www.imsee.mc<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Thomas Fouilleron<\/p>\n\n\n\n<p>Histoire de Monaco-Manuel pour l&#8217;enseignement secondaire.<\/p>\n\n\n\n<p>Direction de l&#8217;Education Nationale<\/p>\n\n\n\n<p>Monaco 2010<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A pag 308 c&#8217;\u00e8 il riferimento al padre gesuita Arici.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierre Abramovici, Un Rocher bien occup\u00e9, Seuil 2001<\/p>\n\n\n\n<p>Autori vari, Monaco sous les barbel\u00e9s, Nouvelle Edition 1990<\/p>\n\n\n\n<p>Edit\u00e9 par Beate et Serge Klarsfeld<\/p>\n\n\n\n<p>Marie Anne Matard-Bonucci, L&#8217;Italie fasciste et la persecutions des Juifs. Les Grands Livres du Mois<\/p>\n\n\n\n<p>Perrin 2007.<\/p>\n\n\n\n<p>(In questo libro di gande valore storiografico,il capitolo \u201cla zone refuge italienne en France\u201d si trova a pagina 397: il rifugio era per gli ebrei).<\/p>\n\n\n\n<p>Mauro Marabini, Guida del Principato di Monaco per gli Italiani, Edizioni Il Fenicottero 1998<\/p>\n\n\n\n<p>(Francis Rosset, Ballets a Monte-Carlo, Liamar Editions. Monaco 2014) ?<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia nel Principato di Monaco, LiberFaber@ 2014<\/p>\n\n\n\n<p>pubblicazione disponibile in versione elettronica su www.liberfaber.com<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-alter-italia\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"ef0UoTlURg\"><a href=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2020\/12\/06\/notizie-dal-principato\/\">Notizie dal Principato<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Notizie dal Principato&#8221; &#8212; Alter Italia\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2020\/12\/06\/notizie-dal-principato\/embed\/#?secret=ef0UoTlURg\" data-secret=\"ef0UoTlURg\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-alter-italia\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"kMQUYCUbZU\"><a href=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2020\/11\/08\/curiosita-di-monaco-la-birra\/\">Curiosit\u00e0 di Monaco: la birra<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; 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