{"id":102,"date":"2020-04-14T13:52:55","date_gmt":"2020-04-14T11:52:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alter-italia.com\/?page_id=102"},"modified":"2021-01-18T18:04:51","modified_gmt":"2021-01-18T17:04:51","slug":"la-passione-del-vino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/la-passione-del-vino\/","title":{"rendered":"La passione del vino"},"content":{"rendered":"\n<p>1) Parliamo di vino: i vini del ponente ligure<\/p>\n\n\n\n<p>2) Quale \u00e8 il vino di Monte-Carlo?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Parliamo di vino: i vini del Ponente Ligure<\/h2>\n\n\n\n<p>Il vino diventa sempre pi\u00f9 importante: nella stampa, su internet e perfino nelle conversazioni occasionali. Se ne parla e si scrive molto a proposito.<\/p>\n\n\n\n<p>In una altra occasione, abbiamo parlato dei vini di Monte-Carlo e documentato come fama e cultura dello Champagne abbiano  avuto un grande luogo di risonanza qui a Monte-Carlo ai bei tempi della Belle Epoque.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora tante cose sono cambiate, in meglio per fortuna, e oggi constatiamo la grande diffusione dell\u2019interesse verso il vino e della consapevolezza che questa bevanda \u00e9 legata alla nostra cultura e alla nostra identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne beve meno come abitudine, ma si cerca la qualit\u00e0.<br>Siamo orgogliosi, come italiani, del grande successo dei vini italiani nel mondo e vediamo che anche qui a Monte-Carlo sono apprezzati.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Come Italiani di Monaco tuttavia siamo consapevoli  della grande tradizione francese e ne siamo estimatori, pur non nascondendo il nostro orgoglio nel sapere che l\u2019Italia, da alcuni anni ormai, \u00e9 il primo produttore mondiale di vino, nonch\u00e9 primo esportatore nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco alcune cifre per dare una idea del fenomeno a livello planetario.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendendo in esame i primi dieci produttori mondiali di vino, l&#8217;Italia con 48,5 milioni di ettolitri si conferma il primo produttore, seguita dalla Francia (46,4 mll\/hl) e dalla Spagna (40,0 mln\/hl). Alto anche il livello produttivo negli Stati Uniti (23,3 mil\/hl) e Australia (13,7 mll\/hl). Torna a livelli elevati anche l&#8217;Argentina (11,8 mll\/hl) dopo anni difficili, dovuti alle situazioni atmosferiche in alcune zone del paese.<br><\/p>\n\n\n\n<p>La Cina  si attesta al settimo posto nella classifica dei Paesi produttori seguita dal Sudafrica, Cile e Germania  che sono rispettivamente all&#8217;ottavo e al nono posto. In decima posizione  c\u2019\u00e9 il Portogallo a 5,6 mln\/hl.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi dati si riferiscono al 2018, anno che segue quello sfortunato del 2017 per la produzione, che ha avuto un calo consistente a causa di avverse condizioni ambientali, rispetto al 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto il mondo si producono e si consumano, pi\u00f9 o meno, circa 250 milioni di ettolitri, per anno. Noi italiani ne consumiamo 22 milioni, i Francesi 36 milioni, gli spagnoli 32 e gli americani 23. Seguono Germania, 20 milioni, e Cina 17 milioni. Non sappiamo ancora quali saranno i dati dopo il Corona Virus.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Contemporaneamente alla diffusione dei consumi si sono affermati i grandi vitigni internazionali: Cabernet- Sauvignon, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Sirah, Pinot Noir , Merlot e quelli di origine italiana come  Glera (Prosecco), Sangiovese, Nebiolo, Pinot grigio. Si conferma la presenza universale dello Champagne che comunque trova una grande concorrenza nel Prosecco, negli  spumanti metodo classico italiani e nei Cava spagnoli.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019interesse verso il vino spinge comunque la ricerca di nuove nicchie e la riscoperta di vini e vitigni ancora poco conosciuti sul mercato internazionale, che ha la tendenza ad uniformarsi nei gusti.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questo vogliamo parlare e fare conoscere una zona vitivinicola, fuori porta si diremmo noi italiani.<br>Fuori porta rispetto a Monaco, \u00e7a va sans dire.<br>La nostra nicchia \u00e9 proprio qui a due passi.<\/p>\n\n\n\n<p>I Vini del Ponente ligure; a pochi chilometri dal Principato<\/p>\n\n\n\n<p>Questa breve nota ci porta alla scoperta di luoghi e di  vini che incontriamo subito dopo il confine: fra  colline e monti vicini al mare, nel retroterra della riviera italiana di Ponente, nella  provincia di Imperia\/ San Remo. Occasioni di Enoturismo, sotto casa per chi abita nel Principato o a Mentone<\/p>\n\n\n\n<p>La Liguria costituisce il passaggio  tra le Alpi e gli Appennini, stretta fra monti e mare.<br>\nLa caratteristica della regione, dal punto di vista vitivinicolo, \u00e8 la presenza in  molte colline di  vigneti ubicati in terrazzamenti che spesso sono a strapiombo sul mare, laddove \u00e8 impossibile arrivare con macchine e motori. Quindi il  vino \u00e9 difficile da produrre e la viticoltura  \u00e9  \u201ceroica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La regione pu\u00f2 essere divisa  dal punto di vista del vini in tre zone.<br>\nPONENTE ,  LEVANTE  e , al centro , Genova.<br>\nIn questa nota ci limitiamo al Ponente, un piccolo territorio vitivinicolo percorribile in una ora, pi\u00f9 o meno, di auto da Mentone e non si fanno comunque   pi\u00f9 di cento chilometri.<\/p>\n\n\n\n<p>Al confine, in provincia di Imperia, troviamo il vitigno  Rossese che ha una somiglianza spiccata con il gamay , il vitigno del Beaujolais ; si tratta un vino facile  da bere, con  una morbidezza intrinseca che lo fa abbinare con  la gastronomia del territorio. Il Rossese \u00e9 uno dei pochi vini rossi che, secondo autorevoli pareri,  pu\u00f2  essere bevuto anche  col pesce. Deve essere fresco, ma non freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Del Rossese esiste anche la denominazione \u201c superiore\u201d, che vuol dire che ha subito un processo di invecchiamento in botti di legno . Il vino superiore si conserva nel tempo ed ha profumi pi\u00f9 pronunciati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vino ha la sua denominazione<br> \u2014  DOC DOLCEACQUA  o ROSSESE DI DOLCEACQUA <br>Dolceacqua \u00e9 il borgo pi\u00f9 pittoresco della Liguria occidentale; si trova a  a cinque chilometri dal mare, \u00e9 un comune di 2000 abitanti. Si raggiunge da Monaco in circa un\u2019 ora,  a 39 chilometri.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il vitigno ha origine antiche, ma che  non sono note. Era apprezzato dai marinai che erano imbarcati in navi genovesi. Conosciuto e valorizzato  da Napoleone  Primo che lo pretese a Parigi alla sua mensa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle  Province  di Imperia e Savona troviamo, anche, e  soprattutto ,  due vini bianchi importanti, provenienti dal vitigno con lo stesso nome :<br>\n il Vermentino, che qui assume una connotazione pi\u00f9 strutturata rispetto al Vermentino di altri territori, e il Pigato, altro vitigno di particolare sapidit\u00e0.  Alcuni estimatori dicono che \u201csa di mare\u201d.<br>\nVi \u00e9 anche un altro  rosso : l\u2019 Ormeasco ( che \u00e9 il nome che qui in Liguria viene dato al dolcetto del Piemonte), prodotto anche in versione ros\u00e9 secco chiamata SCIAC-TR\u00c1\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Il vino Sciac-tr\u00e0 DOC  \u00e8 per l\u2019appunti un vino rosato prodotto da uve 100% Ormeasco&nbsp;.<br> Il nome &#8220;Sciac-tr\u00e0&#8221; deriva dal dialetto locale e significa&nbsp;\u201cschiaccia e trai\u201d, proprio in relazione al metodo di vinificazione tipico del vino rosato: il mosto viene lasciato a macerare sulle bucce&nbsp;circa dodici ore per raggiungere la tipica colorazione rosa cerasuolo <br> Il vino Sciac-tr\u00e0 si presenta&nbsp;rosato di colore , dall&#8217;aroma gradevole, dal sapore secco, fresco ed armonico.<br> Perfetto come&nbsp;aperitivo, lo Sciac-tr\u00e0  si abbina bene ad antipasti , risotti o paste&nbsp;con verdure, primi piatti al pesto genovese,&nbsp;frittate con verdure o formaggi morbidi e delicati. Va  bene anche a piatti di pesce.<br> Questo vino \u00e9 da non confondere con lo sciacchetr\u00e0, vino dolce delle Cinque Terre.<\/p>\n\n\n\n<p>Le denominazioni di questi vini liguri in provincia di Imperia e in parte in quella i Savona sono:<br>\n\u2014DOC  RIVIERA LIGURE DI PONENTE <br>\ndove si hanno vini bianchi con Vermentino e Pigato , rossi con Rossese.<br>\ne<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014DOC  PORNASSIO  o ORMEASCO DI PORNASSIO  <br>\nPornassio \u00e9 un piccolo comune di collina di quasi 700 abitanti. Un po\u2019 fuori mano al confine col Piemonte, sull\u2019antica via del sale. In agosto si fa la festa dell\u2019Uva. Si raggiunge  in un\u2019ora e tre quarti, a 90 chilometri. <\/p>\n\n\n\n<p>Nelle colline attorno a Savona, a Quiliano  principalmente, si trovano, sempre nell\u2019ambito dalla DOC Riviera di Ponente, alcune aziende che producono vino col vitigno Granaccia , altrove chiamato Alicante o Garnacha in Spagna, Grenache in Francia e Cannonau in Sardegna. Si tratta di un vino rosso di buon corpo, adatto anche alla cacciagione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quiliano \u00e9 un piccolo centro in collina, 7000 abitanti, luogo per un turismo alternativo , di partenza per percorsi di scoperta della natura.<br>\nQuesto \u00e9 il luogo pi\u00f9 lontano e infatti \u00e9 in provincia di Savona, 130 chilometri , un\u2019ora e tre quarti in auto.<br>\nNel  territorio le guide italiane dei vini segnalano almeno 20 aziende vitivinicole: la pi\u00f9 vicina si trova a Camporosso, piccola citt\u00e0 contigua a Ventimiglia lungo l\u2019itinerario che porta a Dolceacqua.<br>\nSi trova  infatti l\u2019azienda vitivinicola Foresti (www.forestiwine).<br>\nAltre segnalazioni a Dolceacqua , www.dunemu.it, www.terrebianche.it<br>\nNel piccolo centro di Soldano,900 abitanti, <br>\nwww.kamancine.it; www.danilapisano.it; www.poggidellelmo.com<br>\nPossiamo segnalare altri vignaioli : come abbiamo detto in tutto sono una ventina  da scoprire e valorizzare. I vigneti sono piccolissimi:  da quattro a venti ettari. Molti sono ben attrezzati e  nelle loro cantine   si pu\u00f2 mangiare, fare spuntini e  provare la grande cucina ligure di terra e di mare.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;Riviera di Ponente&nbsp; merita comunque  una visita a prescindere dal mare  alla ricerca e scoperta di vini che si trovano solo da queste parti. Le vigne  sono in collina e questi itinerari escludono il mare, ma possono includere opere d\u2019arte costruite  dagli uomini  in tanti secoli di storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti Ventimiglia \u00e9 interessante perch\u00e9 capolinea per cercare questi  i vini , ma anche per i suoi retaggi storici.<br><\/p>\n\n\n\n<p>In questa citt\u00e0  \u00e8 interessante vedere la Cattedrale dedicata alla Vergine Assunta, eretta nei secoli XI-XII sulle rovine di quella di epoca Carolingia. La tradizione ci tramanda  che essa \u00e9 stata costruita sulle rovine di un tempio pagano , dedicato a Giunone Regina.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno si possono ammirare un&#8217;imponente Fonte Battesimale (posizione centrale) e una serie di affreschi quattrocenteschi portati alla luce da recenti restauri. Si prosegue quindi  per&nbsp;Camporosso, da dove ci si dirige verso l\u2019entroterra sino a&nbsp;Dolceacqua, luogo  di maggiore produzione dell\u2019omonima denominazione , situato al centro della Val di Nervia, dove il clima, mitigato dal mare e dal fiume Nervia, \u00e9 particolarmente adatto alla coltura della vite. <\/p>\n\n\n\n<p> Dolceacqua, al quale abbiamo gi\u00e0 accennato, \u00e8 un borgo medievale caratterizzato dal \u201cPonte a schiena d&#8217;asino\u201d, l&#8217;elegante ponte romano che ha ispirato il pittore francese Claude Monet che nel 1884, rimanendo incantato dall&#8217;insieme castello-ponte, decise di dipingerlo in  ben 4 tele. <\/p>\n\n\n\n<p>Da un altro  lato invece si raggiunge Triora, noto anche come il paese delle streghe. Qui, ai tempi dell\u2019Inquisizione, si svolse un processo contro alcune donne accusate di stregoneria e di aver causato morti, pestilenze e carestie. Imprigionate e torturate, alcune confessarono e furono messe al rogo. Ma il presente di Triora \u00e8 decisamente pi\u00f9 ridente:<br>\nil bel borgo medievale e i suoi boschi montani \u2013 luogo di confine con Briga e la val Roia, territori ceduti alla Francia nel 1947 \u2013 sono rinomati per i funghi, cui \u00e8 dedicata una bella sagra a fine settembre; le lumache sono invece la specialit\u00e0 del vicino comune di Molini di Triora dove vengono cucinate secondo tradizione con olio, vino, aglio e abbondanti erbe selvatiche locali, dall\u2019alloro alla menta. Luoghi e sapori unici, da scoprire in ogni stagione grazie al clima mite che rende piacevoli anche gli inverni e ai corsi d\u2019acqua incontaminati che d\u2019estate si rivelano un\u2019ottima alternativa alle spiagge pi\u00f9 affollate. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono tanti i luoghi del vino, ma non solo, per una gita diversa :  alcuni li abbiamo gi\u00e0 segnalati ,altri sono:<br>\nRanzo, (cantina www.brunapigato.it )  san Biagio della Cima,( cantina: Maccario Dringenberger ) Pontedassio, (cantina www .lauraaschero.it) pieve di Teco,Apricale, Vallebona, Perinaldo., Triora.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quale \u00e9 il vino di Monaco, o per essere pi\u00f9 precisi, quello di\nMonte-Carlo?<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo Champagne, \u00e7a va sans dire.<\/p>\n\n\n\n<p>In un libro a suo tempo di una certa fama, CHAMPAGNE, di Mino\nCaudana e Jean Claude Laurier (EDI EUROPA 1968),vengono celebrati i fasti\n&#8220;monegaschi&#8221; di questa&nbsp; bevanda\ndivina.<\/p>\n\n\n\n<p>In una occasione storica,citata nel libro, si ricorda l&#8217;\ninaugurazione del Casino alla vigilia di Natale del 1863 ,da parte del nuovo\ngestore nonch\u00e9 proprietario Fran\u00e7ois Blanc.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo signore,di cui abbiamo gi\u00e0 parlato , \u00e9 il nuovo proprietarie\ndel complesso che in seguito diventer\u00e0 la SBM;&nbsp;\n\u00e9 stato scelto dal Principe Carlo&nbsp;\nper rilanciare l&#8217;attivit\u00e0 del principato e fare di esso un grande polo\ndi attrazione turistica e mondana.<\/p>\n\n\n\n<p>Blanc conosce il mestiere ,sa come fare : ha portato alla\nprosperit\u00e0 la citt\u00e0 termale di Homburg, facendo di questa sonnolenta cittadina\ndelll&#8217;Assia la stazione turistico-mondana pi\u00f9 importante della Germania. A\nMonaco far\u00e0 di meglio e di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di Natale,alla viglilia , tutto \u00e9 pronto per l&#8217;inaugurazione\n;le cantine sono piene di champagne. Dice lo stesso Blanc&#8221;chi beve bene,\ngioca con maggiore spensieratezza&#8221;. Sono stati invitati i personaggi pi\u00f9\nimportanti del Gotha Europeo, dell&#8217;alta borghesia emergente e tutto quanto&nbsp; sarebbe stato chiamato oggi il\n&#8220;jet-set&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Un menu , ovvero la lista dei cibi, \u00e9 impressionante:<\/p>\n\n\n\n<p>salmone affumicato d&#8217;Olanda<\/p>\n\n\n\n<p>fines Marennes glac\u00e8es (ostriche,quelle pi\u00f9 costose e prelibate)<\/p>\n\n\n\n<p>ox-tail clair en tasse (diremmo in italiano pi\u00f9 modestamente &#8211;\nbrodino ristretto in tazza di coda di bue-)<\/p>\n\n\n\n<p>velout\u00e9 de HOMARD au paprika ( crema di aragosta)<\/p>\n\n\n\n<p>trota salmonata \u00e0 la Chambord<\/p>\n\n\n\n<p>sorbet au Clicquot<\/p>\n\n\n\n<p>tourte de ris de veau ( tortino di animelle di vitello) et pommes\nDAUPHIN<\/p>\n\n\n\n<p>poulard&nbsp; souffl\u00e9 imperiale<\/p>\n\n\n\n<p>pat\u00e9 de fois gras d&#8217;Alsace,asperges d&#8217;Argenteuil<\/p>\n\n\n\n<p>ed infine&nbsp; dessert vari, come\nle cr\u00eapes flamb\u00e9es au Grand Marnier, coffres de friandises,corbeilles de\nfruits.<\/p>\n\n\n\n<p>E che cosa bere &#8220;avec&#8221;?<\/p>\n\n\n\n<p>Champagne,champagne champagne<\/p>\n\n\n\n<p>Quali marche ?<\/p>\n\n\n\n<p>Mumm&nbsp; 1855<\/p>\n\n\n\n<p>Veuve Clicquot 1853<\/p>\n\n\n\n<p>Sillary 1856<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora, a Monte-Carlo e dintorni, la costa fu inondata dallo\nChampagne, almeno alle mense di coloro che potevano permetterselo. Non erano\nmolti in verit\u00e0, pero&#8217; andavano quasi tutti a svernare a Monte-Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione dello champagne si \u00e9 mantenuta fino ad oggi. Ogni\navvenimento viene sempre accompagnato da questa bevanda :siano pranzi di gala,\ninaugurazioni di gallerie d&#8217;arte aperture di congressi, convegni, raccolte di\nfondi ed aperitivi &#8220;dinatoires&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in luoghi modesti come trattorie e bistrot&nbsp; non manca mai la proposta&nbsp; di iniziare con una coppetta di champagne.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutte le carte dei vini la lista degli Champagne \u00e9 lunga e con\nuna larga gamma di prezzi, tutti relativamente elevati, dai millesimati&nbsp; ai non millesimati. Il pi\u00f9 delle volte si\npuo&#8217; ordinare al bicchiere; per le grandi occasioni ci sono i magnum.<\/p>\n\n\n\n<p>Le liste&nbsp; dei vini sono\nadeguate: l&#8217;uso nei ristoranti francesi,anche modesti, \u00e9 quello di presentare\nuna vasta gamma di vini, in eleganti raccoglitori rilegati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Di solito si comincia con\ngli Champagne, seguono i Bordeaux, i Borgogna, la Loire, e la Cote du Rhones. I\nvini locali hanno una evidenza modesta,ma comunque di solito la carta contiene\nnella parte finale i vini di Provenza. Ci avviciniamo&nbsp; cosi a Monaco , ma&nbsp; a Monaco nelle sue vicinanze,<\/p>\n\n\n\n<p>non ci sono vini n\u00e9 zone vitivinicole. Monaco quindi gode\ndell&#8217;indubbio privilegio di offrire scelte di vini simili a quelle che si\npossono trovare a Parigi, cio\u00e9 la scelta \u00e9 universale, come penso fosse ai bei\ntempi della Belle Epoque , champagnes di tutti i tipi,ma comunque champagne e\ngrandi vini di Bordeaux e Borgogna. Rigorosamente selezionati , conservati ed\ninvecchiati nelle cantine dei grandi alberghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cantine dell&#8217;Hotel de Paris sono considerate le pi\u00f9 grandi del\nmondo:1500 metri quadrati di superficie scavati&nbsp;\na 13 metri sottoterra fra il 1874 e 1884. Seicento mila (600.000)\nbottiglie e seimila referenze. I vini pi\u00f9 cari e famosi di annate che rimontano&nbsp; dal primo Ottocento fin dal lontano 1835.Tutti\ni millesimati che hanno dato un significato alla storia del vino sono\nconservati in questi locali, che sono si visitabili, ma occorre fare regolare\ndomanda ed averne i titoli. Otto persone hanno cura del tutto a tempo pieno. Il\nvalore di questo stock \u00e9 veramente incalcolabile in quanto le singole bottiglie\nvengono caricate a prezzo di acquisto e non si procede all&#8217;adeguamento&nbsp; dei valori al giorno d&#8217;oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Cogliamo questa occasione per ricordare che la produzione annuale\ndi CHAMPAGNE&nbsp; \u00e9 di oltre 300 milioni di\nbottiglie,quasi la met\u00e0 viene mandata all&#8217;estero., in Italia&nbsp; fra i cinque e sei milioni di bottiglie per\nanno.<\/p>\n\n\n\n<p>Consoliamoci, come italiani, pensando che di PROSECCO&nbsp; se ne produce un po&#8217; di pi\u00f9 e negli anni 2013\ne 2014 le vendite di prosecco,nel mondo ,hanno battuto quelle dello champagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque non si vive solo di champagne e di grandi vini d&#8217;annata\nprovenienti da grandi Chateaux; non ci sono solo le grandi tavole dove\nnaturalmente non ci si puo&#8217; permettere di andare tutti i giorni. Il Principato\ndi Monaco ha si grandi occasioni gastronomiche,legata alla sua storia,&nbsp; che divide con altri luoghi famosi come Cape\nFerrat, Cannes, saint Tropez.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo,tuttavia, in Provenza luogo,anche, di villeggiatura di massa,\ncon spiagge, giardini , colline,villaggi reconditi e in questo mondo in\nterrazze, caff\u00e9,trattorie, pizzerie,osterie, bistrot ,locali all&#8217;aperto,si beve\n,in estate il Ros\u00e9, spesso in pichet ( la caraffa che contiene un quarto di\nlitro di vino), fresco, leggero, poco costoso e che si combina tanto bene alla\ncucina mediterranea&nbsp; del luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il consumo vasto e generalizzato di Ros\u00e9 \u00e9 divenuto un tratto\ndistintivo della Provenza e in generale di tutta la Francia del sud, da Mentone\n, attraverso Marsiglia, fino al confine con la Spagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e9 trattato di un gran lavoro e di tanta ricerca del quale\ndobbiamo dare atto ai vinoviticultori&nbsp;\ndella Provenza che col tempo hanno creato e imposto una bevanda che\nfosse adatta al clima e ai tempi della loro regione e che non fosse costosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il Ros\u00e9 che, fino a non poco tempo fa,era considerato un vino\nnon proprio di prima scelta, per il suo sistema di lavorazione, ha raggiunto i\nsuoi quarti di nobilt\u00e0 e viene proposto anche da case vinicole prestigiose\naccanto a pi\u00f9 blasonati rossi e bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ha fatto notizia l&#8217;acquisto\nda parte della celebre coppia Brad Pitt e Angelina Jolie di una tenuta in\nProvenza e della&nbsp; produzione di Ros\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Il loro vino ha avuto un grande successo di mercato, gli americani\nhanno fatto da grancassa. In verit\u00e0 il l vino \u00e9 di qualit\u00e0 perch\u00e9 hanno\nassociato alla loro produzione un vigneron provenzale di buona reputazione. Non\n\u00e9 neppure caro, si puo&#8217; acquistare on -line a 15,5 euro la bottiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono alcune aziende vitivinicole che si sono fatte una\nbuona&nbsp; reputazione e segnaliamo alcuni\nnomi di ros\u00e9 che sono reperibili a Monte- Carlo, dove la scelta dei ristoratori\ne relativi sommellier -a Monaco esiste una Association Monegasque des&nbsp; Sommelies con cinquanta soci professionisti\n-\u00e9 selettiva in quanto si ritiene che coloro&nbsp;\nche amano il vino siano particolarmente esigenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una azienda molto rinomata perch\u00e9 \u00e9 stata la prima a proporre ros\u00e9\ndi qualit\u00e0 \u00e9 la Maison Ott, di cui sono apprezzati anche i rossi e i bianchi.\nAltro nome prestigioso quello di Chateau D&#8217;Esclans. Altri marchi ricorrenti\nnelle grandi tavole monegasche sono :<\/p>\n\n\n\n<p>Chateau Sante Beatrice , Commanderie de Peyrassol, Minuty prestige\nRos\u00e9, Domaine Gavoty e Chateau de Sainte-Roseline<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia qualche riserva e cautela rimangono.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggiamo a pagina&nbsp; 534 di\n&#8220;Le guide des meilleurs&nbsp; vins de\nFrance 2015&#8221;, catalogo annuale dei vini di Francia della rivista LA REVUE\nDU VIN DE FRANCE.<\/p>\n\n\n\n<p>-l&#8217;image des vins de Provence est associ\u00e9 au petit ros\u00e9 frais que\nl&#8217;on sirote en \u00e9t\u00e9 durant les vacances et qui se r\u00e9v\u00e8le bien souvant inbuvable une\nfois le mois de septembre arriv\u00e9-<\/p>\n\n\n\n<p>Riteniamo che questo giudizio&nbsp;\nsia&nbsp; un po&#8217; ingeneroso ed infatti\nviene in parte corretto in seguito dai redattori della rivista stessa, nel\ncorso&nbsp; della presentazione delle varie\nproposte di ros\u00e9 nelle loro pagine.<\/p>\n\n\n\n<p>A nostro&nbsp; parere il ros\u00e9 \u00e9\nentrato nei costumi ed abitudini del bere soprattutto in Francia, paese di\nvacanze e di cucina raffinata e popolare&nbsp;\npercorsa da milioni di turisti: oseremo dire che \u00e9 ,lungo le rive del\nMediterraneo, parte nel paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella vasta offerta&nbsp;\nconsigliamo essere selettivi , stare attenti all&#8217;etichetta ed essere\ncauti col vino in pichet. Un terzo del vino consumato in Francia \u00e9 ros\u00e9 e nel\n2013 ne sono stati prodotti 7 milioni di ettolitri. Il fenomeno si sta\ndiffondendo in tutto il mondo, cosi&#8217; come in tutto il mondo si sta sviluppando\nin misura ancor maggiore il consumo delle bollicine(spumanti) italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando a Monaco dobbiamo tuttavia confermare che non ci sono vini\ne vigne (nel senso di aziende produttrici di vino) nelle vicinanze&nbsp; anche se esiste a 35 chilometri un piccolo\nterritorio ,in&nbsp; colline impervie dietro\ndi Nizza,&nbsp; dove si trova la minuscola denominazione\n(AOC) di Bellet. L&#8217;azienda&nbsp; SAS Chateau\nde Bellet ,ora appartenente ed un fondo di investimento francese produce ottimi\nvini,bianchi rossi e ros\u00e9 , in una tenuta di 13 ettari, ritenuti tuttavia un\npo&#8217; troppo costosi in rapporto agli altri vini di Provenza.<\/p>\n\n\n\n<p>ll punto centrale&nbsp; della\nProvenza vitivinicola ,che \u00e9 una regione vastissima con tante denominazioni,si trova\na Brignoles nel Var a 144 chilometri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il luogo&nbsp; vicino a Monaco,in\nItalia&nbsp; con accesso facile per chi\nvolesse fare turismo enologico \u00e9 subito dopo Ventimiglia, a Camporosso , che si\ntrova nella zona&nbsp; dove ci sono le varie\nDOC della Riviera Ligure di Ponente,fra cui quella di Dolceacqua, a 42\nchilometri. Qui si incontra l&#8217;azienda vinicola Foresti, ben attrezzata ed\naccogliente per ricevere visitatori.(www.forestiwine.it)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Qui si trovano i&nbsp; Rossese, Pigato e Vermentino ,vini\nliguri&nbsp; di antico lignaggio che non\ngodono tuttavia della diffusione e fama&nbsp;\nche dovrebbero meritare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rossese \u00e9 un vino rosso di medio corpo,con tannini leggeri, che\nsi puo&#8217; bere fresco,se giovane, anche con le specialit\u00e0 di pesce della cucina\nligure. Invecchiato puo&#8217; accompagnare tutti i tipi di carne, specialmente alla\ngriglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Vermentino e Pigato sono bianchi eleganti e delicati con profumi di\nmacchia mediterranea. Sanno di mare,sono un po&#8217;salati,alcuni dicono,ma andrei\ncauto con questi giudizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Vermentino \u00e9 un vitigno diffuso in molte aree del\nmediterraneo,in Toscana, Sardegna, Corsica, Francia del sud (dove prende il\nnome di&#8221; rolle&#8221;, che \u00e9 un componente nei bianchi di Provenza) . Il\nPigato \u00e9 ritenuto la variante ligure dello stesso vitigno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi \u00e9 disponibile ad andare pi\u00f9 lontano,<\/p>\n\n\n\n<p>ricordiamo che a tre ore da Monaco si trovano le Langhe e qui siamo\nai pi\u00f9 alti livelli dell&#8217;enologia, non solo italiana ,ma mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>NEL PIEMONTE&nbsp; si trova\nl&#8217;eccellenza italiana dei vini ed \u00e9 sufficiente citare alcuni nomi Gaja,Pio Cesare,Aldo\nConterno, Ceretto, Borgogno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;I vini si chiamano Barolo e\nBarbaresco, ma anche Dolcetto, Barbera e tanti altri perfino&nbsp; grandi vini bianchi e Spumanti .<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo fra i bianchi il Gavi, e La Favorita , che \u00e9 ritenuto\nsimile al Vermentino, vino bianco rivalutato di recente. Segnaliamo&nbsp; una cantina che abbiamo visitato dopo\naverne&nbsp; gustato i vini&nbsp; a Monaco, in una occasione speciale : Gianni\nGagliardo ,La Morra(221 km.2h30) www.Gagliardo.it.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dimenticare che<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio delle Langhe, Roero e Monferrato(VINEYRD LANSCAPE OF\nPIEDMONT of&#8230;.) ha avuto l&#8217;anno scorso un grande riconoscimento:l&#8217;inclusione\nnella lista del Patrimonio Mondiale dell&#8217;Unesco<\/p>\n\n\n\n<p>La proclamazione ha avuto luogo in&nbsp;\nuna assemblea che si \u00e9 svolta&nbsp; a\nDoha (Emirati Arabi) il 25 giugno 2014.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella occasione il numero dei siti \u00e9 arrivato a 1000<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Italia \u00e9 quella che ne ha di pi\u00f9 : 50<\/p>\n\n\n\n<p>La Cina ne ha 47, la Spagna 44, la Francia 43.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo il fatto in queste pagine perch\u00e9 a Monaco, in occasione di un incontro promosso dall&#8217;Associazione degli imprenditori italiani,10 marzo 2015, il dr Roberto Cerrato, promotore dell&#8217;avvenuto riconoscimento, ne ha parlato ai presenti di fronte al nostro ambasciatore, e notabili monegaschi.<\/p>\n\n\n\n<p>La Francia&nbsp; si \u00e9 agitata&nbsp; e da allora&nbsp;\ncon grandi manovre ha ottenuto il medesimo prestigioso riconoscimento\nper lo Champagne e la Borgogna.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Italia e la Francia sono in eterna competizione nel vasto campo\ndel vino,ma negli ultimi due anni l&#8217;Italia ha consolidato il suo primato,\nproduce oltre 49 milioni di ettolitri per&nbsp;\nanno seguita dalla Francia con 47, terzo paese produttore \u00e9 la Spagna,\npoi gli U.S.A.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Italia \u00e9 inoltre il primo paese esportatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo&nbsp; nel Principato<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado il grande successo dei vini italiani questi sono\nrelativamente poco diffusi nel Principato; i ristoranti, soprattutto&nbsp; da quelli di fascia medio-alta fino ai\nlussuosi, propongono liste dei vini ,come abbiamo detto,come se fossero a\nParigi. I vini italiani sono poco numerosi, ma dobbiamo riconoscere che\naumentano sempre pi\u00f9 e vengono presentati marchi e denominazioni costosi e\nconsolidati.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente i numerosissimi ristoranti italiani presentano una\nvasta selezione di vini di casa nostra, ma presentano pure la solita vasta\ngamma di vini francesi dai quali qui a Monaco non si puo&#8217; prescindere. Vengono\nmessi in lista i ros\u00e9, ma con moderazione. I vini proposti di solito sono firme\ncollaudate, soprattutto rossi (toscani e supertuscans), per i bianchi primeggia\nil Gavi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel grande supermercato Carrefour di Fontvielle vi \u00e9 di solito una\ngrande scelta di vini (francesi) e spesso vi sono tante &#8220;foire aux\nvins&#8221; con offerte allettanti. In tali occasioni vi sono pure sommelier che\nassistono i clienti per le loro scelte. Di solito la qualit\u00e0 dei vini \u00e9 buona&nbsp; i prezzi&nbsp;\nsono accessibili e molte marche sono in offerta. Il numero dei ros\u00e9\nnegli scaffali \u00e9 impressionanti in quanto in tutte le zone vocate alla\nviticultura hanno il loro ros\u00e9, soprattutto nel sud-ovest&nbsp; : Languedoc e Roussillon.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi i vini italiani con una selezione un po&#8217; bizzarra : un\nchianti,un lambrusco ,un bardolino, asti spumante,tutti con prezzi stracciati.\nNon vi \u00e9 n\u00e9 selezione n\u00e9 ricerca. Poche bottiglie insieme a quelle di&nbsp; marche spagnole, californiane, cilene ed\naustraliane. Scarsa importanza&nbsp; quindi ai\nvini stranieri. Hanno molto da migliorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Meglio la situazione nelle enoteche.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere: come si beve a Monaco?<\/p>\n\n\n\n<p>Direi bene con una scelta di vini vastissima ed un gusto&nbsp; ed una&nbsp;&nbsp;\ncultura generalizzato . Il mercato \u00e9 consistente, 100 ristoranti certificati\ned altri 140 locali dove si puo&#8217; mangiare e bere. In pi\u00f9 c&#8217;\u00e9 la passione per lo\nchampagne,e il consumo sempre pi\u00f9 diffuso del Ros\u00e9.\n\nI vini italiani si stanno affermando sia pure\nlentamente, grazie alla presenza di ristoranti italiani e all&#8217;interesse verso\nla cultura e la civilt\u00e0 della tavola del Bel Paese.\n\n\n\n<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-alter-italia\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"cioJ7Vijg4\"><a href=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2020\/12\/06\/chiose-sul-vino\/\">Chiose sul vino<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Chiose sul vino&#8221; &#8212; Alter Italia\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2020\/12\/06\/chiose-sul-vino\/embed\/#?secret=cioJ7Vijg4\" data-secret=\"cioJ7Vijg4\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-alter-italia\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"Uu5fumDrQf\"><a href=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2021\/01\/06\/chiose-sul-vino-2\/\">Chiose sul vino \/ 2<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Chiose sul vino \/ 2&#8221; &#8212; Alter Italia\" src=\"https:\/\/www.alter-italia.com\/index.php\/2021\/01\/06\/chiose-sul-vino-2\/embed\/#?secret=Uu5fumDrQf\" data-secret=\"Uu5fumDrQf\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1) Parliamo di vino: i vini del ponente ligure 2) Quale \u00e8 il vino di Monte-Carlo? 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